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Cultura

Più di 200 scrittori francesi hanno abbandonato la casa editrice Grasset per protestare contro le posizioni destrorse del suo proprietario, il miliardario Vincent Bolloré

Martedì 21 aprile 2026 ore 16:56 Fonte: Rivista Studio
Più di 200 scrittori francesi hanno abbandonato la casa editrice Grasset per protestare contro le posizioni destrorse del suo proprietario, il miliardario Vincent Bolloré
Rivista Studio

In uno sciopero senza precedenti, più di 230 scrittori, tra cui la romanziera Virginie Despentes, il filosofo Bernard-Henri Lévy e Vanessa Springora, hanno firmato una lettera aperta contro la casa editrice francese Grasset e il suo proprietario, il miliardario conservatore Vincent Bolloré, accusato di promuovere idee di estrema destra attraverso il suo impero mediatico. Nella lettera, scrittori e scrittrici hanno detto che: «Ci rifiutiamo di essere ostaggi di una guerra ideologica che cerca di imporre l’autoritarismo ovunque nella cultura e nei media.

Non vogliamo che le nostre idee, il nostro lavoro, siano di sua proprietà». Oltre alla lettera, gli scrittori hanno dichiarato che intraprenderanno anche azioni legali – una class action, per la precisione – per recuperare i diritti sulle loro opere precedenti.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la cacciata di Olivier Nora, storico amministratore delegato di Grasset, considerato l’ultimo baluardo contro la deriva reazionaria del gruppo. Per i firmatari della lettera aperta, il rifiuto è netto: non essere “ostaggi” di una guerra culturale che mira a trasformare la letteratura in una piattaforma per l’autoritarismo e un megafono dell’estrema destra.

Nora ricopriva il ruolo di amministratore delegato dal 2000, la sua lunghissima esperienza e il fatto che a rimpiazzarlo sarà Jean-Christophe Thiery, editore che lavora con Vivendi (società di Bolloré che controlla, tra le moltissime altre cose, anche Hachette, che a sua volta controlla Grasset) da molti anni, hanno confermato ai critici di Bolloré le intenzioni “colonizzatrici” di quest’ultimo. Questo nonostante né Nora né l’azienda abbiano fornito delle vere e proprie spiegazioni per il licenziamento.

Nelle ore subito successive all’annuncio, era circolata un’indiscrezione secondo la quale la cacciata di Nora sarebbe stata dovuta dall’opposizione di quest’ultimo alla pubblicazione di un libro di Boualem Sansal, scrittore franco algerino notoriamente islamofobo. Indiscrezione che è stata poi smentita dallo stesso Nora, che avrebbe anche scritto a Sansal per spiegargli che il suo libro non aveva niente a che vedere con il suo licenziamento.

Come scrive il Guardian il “sistema Bolloré” sta ridisegnando l’immaginario collettivo francese attraverso un controllo capillare che va da CNews – il canale all news più seguito e contestato del Paese – fino ai fumetti di Asterix passando appunto per case editrici e librerie. Mentre il miliardario bretone difende le sue acquisizioni come semplici operazioni finanziarie volte a aumentare il soft power francese, i fatti raccontano una mutazione profonda nell’industria culturale del Paese, una concentrazione di potere senza precedenti che ha allarmato librai e autori, trasformando la produzione culturale in un campo di battaglia.

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