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Acciaio «green» o acciaio «sporco»? Una storia tra Messico e Italia

Mercoledì 29 aprile 2026 ore 05:00 Fonte: Valori
Acciaio «green» o acciaio «sporco»? Una storia tra Messico e Italia
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Tra Messico e Italia c’è di mezzo l’Oceano Atlantico più quello che il mondo, con buona pace di Trump, seguita giustamente a chiamare Golfo del Messico. Ma se è vero che il battito d’ali di una farfalla può provocare effetti devastanti dall’altra parte del mondo, allora e a maggior ragione un’operazione finanziaria che si decide (anche) in Italia può avere impatti importanti su ciò che potrebbe accadere in Messico.

È una storia che parla di acciaio, di gas e carbone, di green e greenwashing, di alleanze. E naturalmente di soldi.

L’acciaio non diventa “green” perché alimentato con il gas Il principale protagonista della storia è Ternium, società siderurgica lussemburghese e maggior produttore d’acciaio dell’America Latina. In Messico, dove possiede vari siti di produzione, la sua filiale Ternium Mexico vuole costruire un nuovo impianto a Pesquería, nell’area metropolitana di Monterey, Stato di Nuevo León.

Un impianto alimentato a gas. La società sostiene che, in virtù dell’utilizzo del gas, il nuovo impianto possa essere considerato ecologico.

Di solito, infatti, è il brutto e sporco carbone ad alimentare la produzione di acciaio, un settore notoriamente molto energivoro e hard-to-abate (difficile da decarbonizzare). È la solita storia del gas fonte fossile “pulita” e combustibile “ponte” verso l’energia di domani.

Peccato che questa narrazione sia stata smontata da un pezzo. Chi ha finanziato il nuovo impianto siderurgico di Ternium in Messico Altri protagonisti della storia arrivano dal mondo della finanza.

Ad agosto 2025 Ternium Mexico ha ottenuto un finanziamento di 1,25 miliardi di dollari per la progettazione, costruzione, gestione e manutenzione dell’impianto di Pesquería. Sette le istituzioni finanziarie coinvolte:

Natixis, Bnp Paribas, Crédit Agricole Cib, Citigroup, JPMorgan. E le italiane Intesa Sanpaolo e Mediobanca.

Il problema è che il finanziamento è stato etichettato come un green loan, un prestito verde. Del progetto si è parlato in termini quasi entusiastici: è stato definito uno dei più ambiziosi dell’America Latina, un esempio di decarbonizzazione (agevolata dalla solita cattura e stoccaggio della CO2), destinato alla produzione di acciaio low-carbon (a bassa intensità di emissioni).

Ternium ha affermato che quello di Pesquería è un pilastro del suo piano di azione climatica. S&P Global Ratings ha valutato il Green Financing Framework alla base del prestito come “Medium Green“.

Ciò significa che il progetto rappresenta un passo in avanti verso un futuro a basse emissioni, anche se richiede ulteriori miglioramenti per diventare una soluzione low-carbon di lungo termine. Ma è davvero tutto green quel che luccica?

Newsletter Iscriviti a Valori Il meglio delle notizie di finanza etica ed economia sostenibile. Dichiaro di aver letto e accettato l’informativa in materia di privacy Settimanale Anteprima Perché le Ong contestano la produzione di acciaio “green” in Messico Il progetto è finito sotto l’occhio vigile degli ultimi protagonisti della storia, vale a dire l’autorevole Ong BankTrack e la Fair Steel Coalition, alleanza globale nata nel 2023 che raggruppa organizzazioni impegnate per una trasformazione del settore dell’acciaio fondata sulla giustizia sociale e ambientale.

In un’analisi appena pubblicata, queste organizzazioni esprimono preoccupazione per gli impatti del progetto di Pesquería su diritti umani, clima e natura. L’analisi bolla senza mezzi termini l’utilizzo del gas e la CCS come “false soluzioni” di decarbonizzazione.

E dice che, se venisse costruito, l’impianto aumenterebbe l’inquinamento atmosferico a Monterrey. Un problema che la presidente messicana Sheinbaum si è invece impegnata ad affrontare.

In Texas, per l’inquinamento prodotto da un impianto simile, un’azienda siderurgica ha dovuto pagare risarcimenti per 88 milioni di dollari per aver messo a rischio la salute dei residenti. Il progetto, inoltre, amplierebbe le infrastrutture del gas in Messico.

E consoliderebbe l’uso di combustibili fossili nell’industria siderurgica. Le richieste di BankTrack e Fair Steel Coalition alle banche Sul lato finanziario, l’analisi afferma che tutti gli attori coinvolti hanno restrizioni sul finanziamento del gas che, però, non si applicano al settore siderurgico.

E che non è chiaro se il loro quadro di riferimento per la finanza verde preveda disposizioni sull’inquinamento atmosferico. BankTrack, Fair Steel Coalition e sette organizzazioni locali messicane, allora, qualche settimana fa hanno scritto alle banche (Intesa Sanpaolo e Mediobanca incluse) per avere chiarimenti.

Le lettere puntano il dito sulla scarsa trasparenza e la mancanza di dialogo dimostrata da Ternium nei confronti delle comunità. Citano anche i riferimenti internazionali in tema di diritti umani (come i Principi guida Onu su imprese e diritti umani o le Linee guida dell’Ocsr per le imprese multinazionali) che le banche dovrebbero far rispettare alle imprese che finanziano.

Da qui una serie di precise richieste, fra cui pubblicare i propri criteri di finanza verde, monitorare con le comunità locali l’impatto ambientale e sociale dei prestiti e, soprattutto, escludere la produzione di acciaio che utilizza il gas dai propri modelli di finanza sostenibile. «Nel Nuevo León – ha dichiarato un residente nello Stato messicano (che ha chiesto l’anonimato per motivi di sicurezza) – ci rifiutiamo di continuare a essere sacrificati da industrie che inquinano la nostra aria e i nostri corsi d’acqua e sfruttano le nostre falde acquifere. Migliaia di persone muoiono ogni anno a Monterrey a causa della scarsa qualità dell’aria, alla quale contribuiscono in larga misura i numerosi stabilimenti della Ternium nell’area metropolitana».

Inequivocabile anche il commento di Quentin Aubineau, attivista di BankTrack: «Il gas non è ecologico, a prescindere dal suo utilizzo finale. Le banche che finanziano la transizione verso l’acciaio devono adottare modelli di finanza sostenibile molto più ambiziosi».

Finora nessuno degli istituti finanziari contattati ha risposto. L'articolo Acciaio «green» o acciaio «sporco»?

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