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“Emilio Molinari è stato un’onda che ha increspato l’esistenza di molti di noi”

Martedì 28 aprile 2026 ore 10:54 Fonte: Altreconomia
“Emilio Molinari è stato un’onda che ha increspato l’esistenza di molti di noi”
Altreconomia

Non è possibile tenere un distacco emotivo leggendo l’autobiografia di Emilio Molinari. È impossibile in quanto tutti noi veniamo coinvolti in una vicenda umana che intreccia storia, politica, società e lotte sociali degli ultimi ottant’anni in Italia e non solo.

Risulta ancora più difficile per coloro che, come molti di noi, lo hanno conosciuto e con lui hanno condiviso momenti della sua biografia politica e umana. Devo dire che non è stata una lettura facile emotivamente, avrei voluto con tutto il cuore che Emilio fosse ancora qui con noi per continuare ad imparare da lui a leggere il tempo presente.

A lui ho sempre riconosciuto il coraggio e la determinazione che ha dimostrato nell’accompagnarmi nel difficile viaggio di ritorno dopo l’eccidio del 29 maggio 1993 a Gornji Vakuf, era il febbraio del 1994. Grazie al suo interessamento come parlamentare siamo riusciti ad ottenere quel riconoscimento politico e umano verso una tragedia che volevamo fosse trattata come crimine di guerra (la giustizia italiana la stava invece affrontando come eccidio a scopo di rapina).

Tornare sulla "strada dei Diamanti" sostenuti da una delegazione di parlamentari, oltre ad Emilio ci accompagnò anche Tullio Innocenti, significava essere riconosciuti come operatori di pace e, con noi, riconoscere il valore di tanti altri operatori di pace che allora come oggi stanno nei luoghi di guerra al fianco delle vittime. Fu un ritorno difficile ma necessario per riagganciare un legame dal basso con una popolazione stremata dalla guerra, per dimostrare che non li avevamo abbandonati, che non li ritenevamo responsabili o complici dell’eccidio, ma per unire le nostre vittime alle loro.

Nell’ospedale da campo allestito negli scantinati di un fatiscente albergo cittadino, a pochi metri dalla prima linea del fronte, Emilio, intervistato dalla radio locale, denunciava con lucidità e convinzione la complicità dell’Europa e dell’Onu in quella guerra, ma anche il ruolo di completa assenza della cooperazione internazionale. [caption id="attachment_245244" align="alignnone" width="1475"] Emilio Molinari e Tullio Innocenti, senatori della Repubblica, negli scantinati dell'Hotel Kravaja intervistati dalla radio di Zavidovići. A cento metri dalla linea del fronte.

Febbraio 1994 © Cortesia Agostino Zanotti[/caption] È nelle pieghe della storia, dove le ferite sono le più atroci e nascoste, dove si muore soli e nell’indifferenza del mondo, che Emilio voleva stare per capire e per parlare dopo aver visto e ascoltato. Dal diario del 5 dicembre 2005 di Václav Havel tratto dal libro "Il potere dei senza potere" riprendo questo pensiero:

"Invece mi importa, convinto che la mia esistenza abbia increspato la superficie dell’Essere che, dopo la mia piccola onda, così limitata, insignificante e fugace, sarà diverso da prima e per principio rimarrà diverso per sempre" Emilio è stato un’onda che ha increspato l’esistenza di molti di noi, che ha agitato il mare calmo dell’indifferenza, che ha travolto coloro che si ritenevano intoccabili. Grazie Emilio.

Agostino Zanotti (Brescia, 1959) ha fatto parte del gruppo di volontari pacifisti partiti da Brescia nel maggio 1993 con un convoglio di aiuti umanitari verso Zavidovići in Bosnia centrale. Assaliti da una banda militare, tre di loro vennero uccisi, Agostino si salvò fuggendo nei boschi.

Fondatore dell’Associazione Adl Zavidovici di Brescia, è assessore alla Cultura, ecologia e ambiente, protezione civile del Comune di Roncadelle. È presidente della rete RiVolti ai Balcani e socio di Altreconomia. © riproduzione riservata L'articolo “Emilio Molinari è stato un’onda che ha increspato l’esistenza di molti di noi” proviene da Altreconomia.

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