Cultura
Secondo una ricerca, l’unico risultato che l’AI otterrà sicuramente e immediatamente è aumentare il numero di miliardari nel mondo
Riassunto generato dall'IA dell'articolo "Secondo una ricerca, l’unico risultato che l’AI otterrà sicuramente e immediatamente è aumentare il numero di miliardari nel mondo". L'IA può commettere errori: ogni informazione va verificata sull'articolo originale.
Mentre il mondo arranca tra iperinflazione e superincertezza, l’industria dei super-super-ricchi vive il suo momento di massima espansione. Secondo l’ultimo rapporto dell’agenzia immobiliare Knight Frank (che si occupa anche di tracciare il numero dei vari millionaires e billionaires e così via, su su lungo la scala della ricchezza esagerata e immotivata), il club dei miliardari è destinato a sfiorare quota 4 mila iscritti entro il 2031.
Ma non è solo una questione di cifre, è una questione di velocità. L’intelligenza artificiale sta infatti agendo da acceleratore nell’arte dell’accumulo del capitale, permettendo ai nuovi broligarchi di scalare aziende e accumulare fortune con una rapidità senza precedenti.
Se nel 2021 i multimilionari con patrimoni superiori ai 30 milioni di dollari erano poco più di 160 mila, oggi sono oltre 700 mila, una crescita del 300 per cento che riflette una mutazione genetica della ricchezza globale. Come scrive il Guardian, anche la geografia dei miliardari sta cambiando.
Se il Nord America detiene ancora il primato, le proiezioni indicano che entro il 2031 l’Asia sarà il centro della ricchezza mondiale, arrivando a ospitare il 37,5 per cento dei miliardari del mondo. In questo scacchiere, mercati come l’Arabia Saudita, la Polonia e la Svezia si preparano a raddoppiare il proprio numero di ultrafacoltosi, confermando che la mobilità del capitale è ormai una variabile indipendente dagli equilibri atlantici.
Sul fondo di questa piramide, la disuguaglianza ha raggiunto dimensioni ormai metafisiche. Elon Musk, con un patrimonio netto di 785,5 miliardi di dollari, guida una casta dove lo 0,001 per cento della popolazione mondiale controlla una ricchezza tripla rispetto all’intera metà più povera dell’umanità.
Con un tesoro complessivo di 18,3 trilioni di dollari concentrato nelle mani di appena 3 mila individui, la preoccupazione si sposta sul terreno della tenuta democratica: la capacità dei superricchi di comprare influenza politica è sempre stata un problema, ma dalla seconda elezione di Donald Trump in poi il problema è diventato emergenza. Il 2031 si preannuncia dunque come l’anno in cui questa emergenza diventa irrisolvibile.