Notizie
Senigallia, mobilitazione per il diritto alla casa
Ieri pomeriggio una venticinquina di nuclei familiari di Senigallia, insieme ad attivisti ed attiviste del Centro sociale Arvultura, si è recata ad Ancona, alla sede dell’Erap (Ente Regionale per l’Abitazione Pubblica), per un presidio promosso insieme al Sunia della provincia e per incontrare il presidente dell’ente e i tecnici. Si è trattato di un primo punto di arrivo di una mobilitazione iniziata quasi un anno fa a Senigallia.
Stiamo parlando di una città di 48mila abitanti, che raddoppia durante l’estate, da sempre incentrata sull’industria turistica e, per questo, come accade in particolare (ma non solo) in tali contesti, particolarmente problematica per quanto riguarda la reperibilità di un’abitazione. Prezzi al metro quadro di migliaia di euro, ma soprattutto è un’impresa, per chi non può permettersi di accedere a un mutuo, trovare una casa in affitto a costi contenuti e avere un contratto continuativo.
Quasi sempre si paga in nero e solo per i mesi invernali: si entra alla fine della stagione estiva e ad aprile si è sbattuti fuori per lasciare spazio ai turisti, a prezzi notevoli. Le amministrazioni comunali e regionali in questi anni hanno fatto ben poco per realizzare case di edilizia pubblica, stendendo tappeti rossi nei confronti dei vari palazzinari.
Ma recentemente è emerso un altro grosso problema riguardante chi la casa l’ha avuta dall’ente regionale: gli appartamenti, nel corso degli anni, sono stati lasciati nell’incuria e presentano varie gravi criticità (umidità, perdite d’acqua, impianti di riscaldamento che non funzionano oppure, nel caso siano centralizzati, bollette di alcune migliaia di euro per famiglie con redditi o pensioni modesti, a causa della dispersione del calore). Un’altra grave criticità è l’impossibilità, per gli inquilini, di segnalare le problematiche, perché le telefonate cadono nel vuoto o, nel caso qualcuno si degni di rispondere, poco o nulla viene fatto: un comportamento arrogante, incomprensibile e inaccettabile per un soggetto pubblico.
Per questo Arvultura e il Sunia provinciale, da quasi un anno, hanno iniziato un impegno meticoloso nelle zone interessate, insieme alle famiglie esasperate da una situazione che va avanti da anni: un percorso che, a partire da novembre, si è concretizzato in quattro assemblee popolari nei quartieri popolari e in un incontro, a febbraio, nella sala del consiglio comunale, con il sindaco uscente Olivetti (centrodestra) e l’assessore ai servizi sociali Petetta, al quale hanno partecipato molte famiglie, durante il quale è stato chiesto all’amministrazione comunale di fare le dovute pressioni sull’Erap. La mobilitazione dal basso ha pagato, perché prima e dopo Pasqua ci sono stati sopralluoghi del nuovo presidente dell’ente, Fagioli, insediatosi il 4 marzo con il nuovo CdA, insieme ai tecnici.
Dato che, sin dall’assemblea di novembre, si era convenuto che l’obiettivo di questa prima fase sarebbe stato un sit-in sotto la sede Erap per presentare le richieste, ieri si è svolta l’iniziativa. Un pullman con più di trenta persone è partito nel primo pomeriggio per rivendicare il diritto alla casa e, una volta arrivati, gli striscioni hanno sintetizzato il senso della protesta:
“La casa è un diritto, non un lusso” e “Erap, basta parole. Ora i fatti”.
Al termine del confronto, che ha avuto anche toni accesi, si è ottenuta l’apertura, entro settembre, di uno sportello Erap di ascolto e informazione a Senigallia e l’organizzazione di una tavola rotonda tra inquilini, nuova amministrazione comunale (si vota il 23 maggio), Erap e amministratori di condominio, per chiarire ruoli e responsabilità davanti agli interessati, superando l’intollerabile ping-pong di competenze e responsabilità. In questi giorni sono iniziati alcuni primi lavori all’esterno degli edifici, ma resta la parzialità degli interventi.
Inoltre i tecnici sono rimasti nel vago, dimostrando come ci si trovi di fronte a un muro di gomma. Se dopo tale passaggio la risposta sarà ancora burocrazia, rimpalli e nessun fatto concreto, inizia a farsi strada la consapevolezza della necessità di mettere in atto forme di disobbedienza civile e di boicottaggio collettivo delle spese.
In ballo ci sono la dignità umana e la salute di molte persone, oltre al diritto alla casa. Sergio Sinigaglia