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Sulmona: azione diretta nonviolenta nei cantieri SNAM

Lunedì 27 aprile 2026 ore 09:32 Fonte: Pressenza
Sulmona: azione diretta nonviolenta nei cantieri SNAM
Pressenza

Un gruppo di attivisti del coordinamento Per il clima Fuori dal fossile è entrato all’interno del cantiere Snam a Case Pente di Sulmona e, con vernice bianca, ha dipinto delle scritte sia sui mezzi dell’impresa che sui grandi tubi che la multinazionale del gas sta interrando nell’area della centrale in costruzione. Sempre sui tubi sono stati attaccati manifesti a lutto.

Nelle scritte frasi come: “Fuori la Snam dal nostro Territorio”, “Sulmona collassa, la Snam ingrassa”, “Snam killer di Sulmona”, “No Snam”, “Sulmona Non Accetta Morire”, “Case S…pente, profitti spinti”, “Dove passa la Snam non cresce più l’erba”, “Qui giace Sulmona, la Snam, felice, ringrazia”, “Villaggio di 4200 anni fa seppellito per sempre per i profitti della Snam”, “La salute e la dignità del popolo peligno non sono in vendita”.

“La nuova azione diretta nonviolenta – spiegano gli attivisti – è stata messa in atto per denunciare la prepotenza con cui la Snam si è insediata a Sulmona e continua ad operare attraverso un cantiere illegale, per costruire un’opera nello stesso tempo devastante e inutile. Infatti, centrale e metanodotto Linea Adriatica, il mega gasdotto di 425 km da Sulmona a Minerbio (Bo), sono stati giustificati con la presunta necessità di sopperire alla eliminazione del gas russo in seguito alla guerra in Ucraina.

E’, questa, una motivazione palesemente falsa perché già prima dell’inizio dei lavori il ministro Pichetto Fratin, in una intervista rilasciata il 15 aprile 2023 al Corriere della Sera, ha affermato: “abbiamo già sostituito il gas russo con quello africano”. “Perché allora – aggiungono – si spendono 2 miliardi e 500 milioni di euro per costruire una infrastruttura della quale lo stesso Governo riconosce l’inutilità?

Lo fanno esclusivamente per il profitto della Snam che, anche se nei tubi non passerà neppure un metro cubo di gas, avrà comunque garantito sia l’ammortamento dell’intera opera che un utile fisso annuo. A pagarne il costo saranno i cittadini italiani attraverso l’aumento della bolletta energetica per i prossimi 50 anni.

E questo mentre dovremmo abbandonare da subito le fonti fossili causa di guerre e disastri climatici”. Non è la prima volta che gli attivisti no Snam entrano nel cantiere di Case Pente.

Sono entrati con striscioni e cartelli; hanno distribuito volantini agli operai e si sono anche incatenati all’ingresso del cantiere. Ma la Snam continua tenere un comportamento molto strano: non li denuncia.

Come mai? Eppure, lungo tutta la recinzione del cantiere di ben 15 ettari, circondato da telecamere, i cartelli parlano chiaro:

“E’ vietato l’ingresso ai non addetti ai lavori”. “Forse gli ambientalisti godono di uno speciale lasciapassare che noi non conosciamo? – si domandano gli attivisti-.

Oppure sarà che la Snam, portandoci in tribunale, teme che possano emergere in quella sede le illegalità e la distruzione del nostro patrimonio ambientale e archeologico? Che si parli finalmente di un cantiere aperto senza adempiere a tutte le prescrizioni ante operam previste per legge e che continua ad andare avanti con una autorizzazione decaduta?

Che si parli della soppressione di un importante corridoio faunistico dell’Orso bruno marsicano? Che si parli dell’abbattimento illegale di centinaia di alberi di ulivo?

Oppure di gravi crimini culturali qual è il seppellimento, sotto tonnellate di cemento e acciaio della centrale, di un villaggio risalente all’Età del Bronzo e di una strada glareata di epoca romana?”. “La parola alla Snam – concludono -.

Oppure, se preferisce, ricorra pure alla carta bollata. Non abbiamo paura.

L’occupatore abusivo è la Snam, noi stiamo difendendo il territorio in cui siamo nati e in cui vogliamo che continuino a vivere quanti verranno dopo di noi”. di Mario Pizzola Redazione Italia

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