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Chernobyl: quarant’anni dopo una bomba inesplosa
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Il 26 aprile 1986, alla centrale nucleare di Chernobyl, il reattore numero 4 esplose durante un’esercitazione di sicurezza. Un disastro immane peggiorato dalle autorità sovietiche che tennero nascosta l’informazione.
Resta un sito in condizioni pessime e messo a rischio dall’essere in una zona di guerra da quando la Russia invase l’Ucraina. Pur essendoci zone di esclusione, siamo ad una decina di chilometri dal confine con la Bielorussia alleata della Russia, secondo l’Ucraina ci sarebbero stati negli ultimi mesi decine di rilevazioni di droni russi nell’area.
Uno di questi nel febbraio 2025 si è schiantato sul tetto della struttura che copre il sarcofago a protezione del reattore 4. Non c’è stato un aumento delle radiazioni, ma il sito resta una bomba inesplosa, non solo perché è in un territorio di guerra ma anche perché necessita di manutenzioni strutturali che la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo valuta in 500 milioni di dollari.
E poi c’è l’altra bomba inesplosa: la centrale nucleare di Zaporizhzhia, questa nelle mani dei russi. The post Chernobyl: quarant’anni dopo una bomba inesplosa appeared first on Mentinfuga.