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Bari, presentato il Secondo Dossier dell’Osservatorio regionale sui neofascismi: Essi vivono!
È stato presentato venerdì 24 aprile, non a caso alla vigilia della Festa della Liberazione dal nazifascismo, presso la Sala Di Jeso della Presidenza della Regione Puglia di Bari il Secondo Dossier sui neofascismi, curato e redatto dall’esecutivo dell’Osservatorio regionale sui neofascismi, istituito nel 2024 dalla Giunta della Regione Puglia mediante un Protocollo d’intesa con il Coordinamento Regionale Antifascista che comprende varie associazioni, tra cui ANPI, Libera e ARCI. La conferenza stampa di presentazione del Secondo Dossier è stata lanciata dalla dott.ssa Antonella Morga, coordinatrice dell’Osservatorio regionale sui neofascismi, Antonio Decaro, Presidente della Regione Puglia e Nando Pappalardo, vicepresidente dell’ANPI nazionale.
Già nel 2024 l’Osservatorio regionale sui neofascismi aveva pubblicato una prima relazione sul rigurgito neofascista in Puglia, in cui si metteva in evidenza una serie di fenomeni tra infiltrazioni, proselitismo nel web e reti internazionali che tracciavano, in qualche modo, una rotta che giungeva incredibilmente sino in Puglia. Da questo punto di vista, è davvero preoccupante la galoppante avanzata dei movimenti di Forza Nuova e Casa Pound tra i giovani nelle scuole e nelle università pugliesi, come in tutta Italia, del resto.
Godendo di un malcelato appoggio da parte dei partiti al Governo, i quali lasciano che il lavoro sporco siano altri a farlo, senza compromettersi troppo con azioni ai limiti della costituzionalità, questi movimenti giovanili arrivano perfino a sostenere iniziative impensabili in temi di democrazia, come la famigerata schedatura dei professori e delle professoresse di sinistra, architettata da Azione studentesca, altro tassello della galassia di destar collusa con gli ambienti neofascisti. In Puglia il fascismo, purtroppo, non è morto e i fascisti non sono stati debellati:
Essi vivono, appunto, come recita lo slogan dell’Osservatorio regionale sui neofascismi. Lo sanno bene gli antifascisti degli anni ’70, giacché, come si ricorda nel Dossier, in questi giorni si sono riaperte le indagini per l’omicidio del giovane comunista Benedetto Petrone, ucciso il 28 novembre 1977 da parte di un gruppo di neofascisti radunatisi nella sede provinciale del MSI.
L’omicidio di Benedetto Petrone ha aperto una ferita profonda e lacerante nel tessuto politico pugliese: da quel 1977 la consapevolezza di lottare ancora contro la costituzione di cellule fasciste e neofasciste si è radicata in tutti i gruppi giovanili studenteschi e universitari che hanno a cuore la democrazia. E, tuttavia, il Secondo Dossier ci ricorda, tristemente, che la fiammella tricolore non è soltanto un simbolo del passato, ma arde nelle violente e antidemocratiche iniziative di Casa Pound, come l’agguato che il 21 settembre 2018 un gruppo di neofascisti dell’organizzazione appena menzionata mise a punto nei confronti di un corteo antirazzista nel capoluogo pugliese.
A pagarne le conseguenze furono diversi attivisti e attiviste, tra cui l’ex europarlamentare di Rifondazione Comunista Eleonora Forenza, violentemente percossa dagli squadristi fascisti. Il 12 febbraio 2026 il Tribunale di Bari con una sentenza clamorosa ha condannato in primo grado diciassette esponenti di CasaPound, dichiarandoli colpevoli di diversi reati, non solo quelli relativi alla violenza fisica, ma, aspetto estremamente importante, anche quelli relativi al tentativo di ricostituire il disciolto Partito fascista ai sensi dell’art. 5 della legge Scelba del 1952, impresa che non era riuscita ad alcun tribunale in maniera così chiara e distinta.
Anche su questo vigila l’Osservatorio regionale sui neofascismi, afferma Antonella Morga in conferenza stampa, annunciando anche che il supporto della Regione e del suo presidente, Antonio Decaro, si è manifestato non solo idealmente, costituendosi parte civile nel processo contro CasaPound, ma devolvendo allo stesso Osservatorio il risarcimento spettante alla Regione. All’Osservatorio regionale sui neofascismi dovrebbe andare il sostegno di tutte e tutti i pugliesi, contribuendo a tenere alta l’attenzione nei confronti di quei fenomeni autoritari, violenti e palesemente fascisti che, in maniera sottesa e capillare, si diffondono tra le società civile e, talvolta, anche tra le istituzioni.
Michele Lucivero