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Mercoledì 22 aprile 2026 ore 09:07

Cultura

La libertà sessuale delle donne suscita ancora fastidio

Mercoledì 22 aprile 2026 ore 08:43 Fonte: Lucy. Sulla cultura
La libertà sessuale delle donne suscita ancora fastidio
Lucy. Sulla cultura

Una cosa curiosa riguardo alle donne che scrivono di sesso in quest’epoca: sebbene il disgusto che ne deriva sia costante come sempre, l’origine di tale disgusto non è più prevedibile. Un tempo riuscivo a prevedere perché un lettore potesse essere scontento di qualcosa che avevo scritto sui corpi e su ciò che facciamo con essi.

La reazione era quella di sempre, censoria e basata su un giudizio puritano, quasi religioso. Gli scrittori irlandesi lo sanno bene: il rivoluzionario Ragazze di campagna di Edna O’Brien fu vietato e bruciato nel 1960 per la sua franchezza riguardo la vita interiore e la passionalità delle donne.

Sessant’anni dopo, il mio romanzo d’esordio non ha ricevuto alcuna censura formale, ma ho sentito molti commenti che suggerivano che avrebbe dovuto riceverla. “Non ti vergogni?” era la domanda tipica quando un lettore voleva criticare la mia audacia senza voler dire chiaramente ciò che intendeva davvero, ovvero “Perché non ti vergogni?”.

Questo tipo di reazione potevo gestirla. Era semplice da ignorare.

Nessuno può farmi vergognare se io non provo vergogna. Ci sono molte cose di cui mi vergogno, ma fare sesso ed essere interessata al sesso che faccio non mi ha mai turbata.

Poi, però, c’erano altre reazioni che non avevo affatto previsto. Le più rilevanti erano quelle che mi attaccavano per essermi vantata con aria compiaciuta della mia capacità di fare sesso.

Gli uomini si arrabbiavano con me, spesso nella stessa conversazione, per due motivi: in primo luogo, perché ero così orribile che riuscivano a malapena a guardarmi, e in secondo luogo, allo stesso tempo, perché ero sprezzante riguardo al potere ingiusto che esercitavo con disinvoltura, il potere di fare sesso più o meno quando volevo. Queste rimostranze mi ricordavano sempre la battuta di Woody Allen sui ristoranti costosi: “cibo terribile e porzioni ridicole”.

Non solo ero troppo grassa o brutta per fare sesso, ma facevo anche troppo sesso. Ero sia oggetto di disprezzo che di risentimento rabbioso; la grande capacità di una donna di contenere queste moltitudini!

Le donne che fanno sesso liberamente suscitano risentimento, stupore e disgusto. La pornostar Bonnie Blue è particolarmente disprezzata nella cultura popolare a causa della sua apparente resistenza al dolore e alla vergogna associati al tipo di attività sessuali contorte e prolungate per cui è famosa.

Mille uomini la penetrano, eppure lei sorride, mostrando i suoi denti anormalmente smaglianti e rifiutandosi di scusarsi o di abbandonare la sua immagine. È una sorta di incubo incarnato di ciò che gli uomini furiosi immaginano che le donne possano sostenere, della nostra insaziabilità.

Al contrario, un’altra star britannica di Only Fans, Lily Philips, ha rassicurato la società quando è stata ripresa per un documentario mentre faceva sesso con oltre un centinaio di uomini e in seguito ha pianto. Questa era la reazione appropriata a tale eccesso: se voleva ostentare quanto facilmente e infinitamente fosse in grado di attrarre partner sessuali, il minimo che potesse fare era starci male in seguito.

Quando sono stata accusata di vantarmi in modo sconsiderato della relativa facilità con cui attiro partner sessuali – semplicemente per aver accennato al fatto di fare sesso, ricordate – gli uomini che si sono arrabbiati hanno anche insistito nel farmi la predica su ciò che già sapevo, ovvero che attrarre gli uomini non è segno di un fascino o di un valore particolare. Molti uomini fanno sesso con donne verso le quali non hanno alcun ulteriore interesse.

Perché questa caratteristica venga poi usata contro di me, non lo so. I risentiti parlano e si comportano come se io pensassi che fare sesso sia un’attività riservata solo a chi è eccezionalmente bello e speciale, quando invece è il fattore più comunemente determinante della vita umana.

Tutti fanno sesso, e tutti non fanno sesso. A volte questa discrepanza nell’esperienza ha a che fare con una discrepanza nel desiderio stesso; a volte, come lamentano gli incel, è una discrepanza di opportunità.

In realtà, provo la più profonda compassione per chiunque sia privato di un legame intimo. Essendo una persona che interpreta il mondo in parte attraverso il modo in cui faccio sesso e in gran parte attraverso il grado di vicinanza che ho con gli altri, i momenti della mia vita (i lockdown per il Covid, i periodi di depressione) in cui non sono riuscita ad avere accesso all’intimità sono stati strazianti, difficili da affrontare e profondamente tristi.

Ciò che viene perso, tuttavia, nelle obiezioni degli incel, è che anche coloro che fanno sesso facilmente e in abbondanza non stanno necessariamente ottenendo ciò che vogliono, come gli incel sostengono invece sostengono. Una persona che ha molti partner sessuali può desiderare un amico o un vero compagno amorevole, un terapeuta che non può permettersi, o qualsiasi genere di legame intimo che non sia di tipo sessuale.

Potrebbe innamorarsi di una persona che non ricambia il suo amore: tale delusione non è sanata dalla sfrenatezza sessuale. Anche chi apparentemente risulta vincitore delle varie lotterie che promettono il successo sessuale non ha alcuna garanzia sul risultato.

Penso a un uomo con cui sono uscita per un breve periodo, che era oggettivamente più bello, più in forma e più gentile di me, ma con cui tuttavia non riuscivo a sentirmi a mio agio dal punto di vista sessuale. I miei occhi lo guardavano con interesse e il mio cervello sapeva che era fuori dalla mia portata, ma c’era una sorta di profonda resistenza fisica in atto.

C’era un odore intorno alla sua bocca, non un cattivo odore, per carità, semplicemente il suo odore, e io mi allontanavo invece di avvicinarmi. Quando sono innamorata ed eccitata, la bocca dell’uomo emana un odore profondo e terroso che è delizioso, e mi fa venire voglia di farlo mio.

Il desiderio è buffo in questo senso. In un certo qual modo è quasi animale nella sua semplicità, e in un altro è incredibilmente complesso, influenzato dall’infinito intreccio di fattori che iniziano ad agire dentro di noi ancora prima che la memoria e il linguaggio prendano forma.

Negli anni ‘70, alcune teorie femministe sostenevano che l’oppressione delle donne implicasse l’impossibilità di acconsentire liberamente al sesso con gli uomini. In risposta, altre pensatrici hanno ribattuto che questo messaggio non poteva che ferire ulteriormente le donne, dipingendole come intrinsecamente passive, represse, asessuate, disposte a sopportare tutto solo per gli uomini.

La cosa impossibile del desiderio, di quelle idee in conflitto, è che in un dato giorno nella vita della stessa donna ognuna di esse può essere vera, o lo possono essere entrambe allo stesso tempo. Siamo state plasmate dalla censura e dal disgusto degli uomini, certo, ma non siamo solo influenzate da questo.

Il desiderio è il caos della natura animale che incontra l’esperienza infinitamente analizzabile della mente umana. A differenza di altre risorse cruciali che secondo il pensiero comune dovrebbero essere distribuite in modo equo, come l’alloggio e il sostentamento, l’intimità non può essere equamente suddivisa.

Ciò che la rende così catalitica e generativa è proprio il fatto che non sia democratica né razionale. Non c’è da stupirsi che sia l’inizio di così tante delle nostre storie.

La scrittrice irlandese Megan Nolan parteciperà al Miu Miu Literary Club, “Politics of Desire”, sotto la direzione di Miuccia Prada, che si terrà il 22, il 23 e il 24 aprile 2026 presso il Circolo Filologico di Milano. Il progetto, lanciato nel 2024, è incentrato su autrici femminili, e dimostra il potere della scrittura come mezzo creativo che, da secoli, consente alle donne di esprimere desideri e ideali, affermare la propria indipendenza e ispirare generazioni future.

I romanzi scelti sono Memoria di ragazza di Annie Ernaux e Cambiare di Ama Ata Aidoo. Nolan partecipa alla prima giornata, dedicata al libro di Ernaux.

Il programma completo su www.miumiu.com. In copertina Megan Nolan, Sophie Davidson ©

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