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Global Sumud Flotilla, Dichiarazione di Bruxelles
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Le barche della Global Sumud Flotilla arrivano in Sicilia, una dopo l’altra, prima ad Augusta e poi a Siracusa, lungo la costa orientale dell’isola. È la conclusione di una settimana di mobilitazioni dentro e fuori dall’Italia.
Eventi pubblici, appuntamenti per la stampa, incontri istituzionali, iniziative culturali ad Augusta, Catania, Castellammare del Golfo, Siracusa e Roma, oltre che a Bruxelles. A ogni passo, nuove barche e nuovi partecipanti da tutto il mondo si sono uniti alla missione.
La Flotilla si prepara a lasciare l’Italia, partendo da Siracusa alla volta di Gaza, “con l’intento di rompere l’assedio e creare un canale umanitario permanente”. Martedì si è svolto il congresso inaugurale della Global Sumuod Flotilla incentrato sulla Dichiarazione di Bruxelles: al centro c’è l’appello a istituire un corridoio marittimo umanitario riconosciuto dalle Nazioni Unite e fondato sul diritto internazionale.
La dichiarazione di Bruxelles è basata su tre principi: Diritto di accesso: il diritto del popolo palestinese di accedere liberamente alle proprie acque e al proprio territorio e di ricevere “continuamente e senza ostacoli” i beni di prima necessità;
Diritto all’autodeterminazione, ossia il diritto del popolo palestinese a guidare la propria ricostruzione e la ricerca della giustizia, “libero dall’imposizione di forze esterne”; Rifiuto dell’impunità: il rifiuto del sopruso della forza militare, secondo cui “i governi possono agire impunemente”, con l’invito ad applicare gli ordini di cattura nei confronti dei politici e militari israeliani riconosciuti responsabili del genocidio.
ANBAMED