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Il caldo uccide sempre di più anche in Europa, secondo Lancet

Mercoledì 22 aprile 2026 ore 09:07 Fonte: Valori
Il caldo uccide sempre di più anche in Europa, secondo Lancet
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I cambiamenti climatici causano ogni giorno sempre più vittime, anche in Europa. Aumentano soprattutto i decessi, le malattie e le criticità legate al caldo.

Tutto questo accade mentre i governi restano intrappolati nella dipendenza dai combustibili fossili. Una dipendenza che aggrava la crisi, la rende più letale, più iniqua e più costosa da gestire.

I costi crescono sia sul piano macroeconomico, anche per via dei conflitti, sia su quello ambientale, sociale e sanitario. A pagare il prezzo più alto sono sempre le fasce più deboli e vulnerabili.

In particolare bambini e anziani. È quanto emerge dal Rapporto Europa 2026 del Lancet Countdown su cambiamenti climatici e salute, frutto del lavoro di 65 ricercatori di 46 istituzioni accademiche e delle Nazioni Unite. «In tutta Europa, gli effetti dei cambiamenti climatici sulla salute si stanno intensificando.

Più rapidamente di quanto la nostra risposta riesca a tenere il passo», spiega il prof. Joacim Rocklöv, condirettore del Lancet Countdown Europe e docente all’Università di Heidelberg. «L’aumento delle temperature e il caldo estremo, l’aggravarsi dell’inquinamento indoor, l’esposizione alle malattie infettive e le crescenti minacce alla sicurezza alimentare: tutto questo sta mettendo a rischio milioni di persone, già oggi.

Non in un futuro lontano. Le scelte che facciamo ora determineranno se questi impatti sulla salute peggioreranno rapidamente oppure se saremo capaci di muoverci verso un’Europa più sicura, più equa e più resiliente».

Il caldo, un rischio sanitario sempre più diffuso in Europa I risultati della terza edizione del rapporto Lancet Countdown su salute e cambiamenti climatici in Europa sono allarmanti. Si basano su diversi indicatori, aggiornamenti metodologici e dati aggiornati al 2025.

In Europa si sta diffondendo un nuovo, spaventoso killer: il caldo. I rischi legati all’aumento delle temperature sono in forte crescita.

Gli allarmi per caldo estremo sono aumentati del 318% rispetto agli anni Novanta: 4,3 allarmi al giorno nel periodo 2015-2024, contro uno solo nel periodo 1991-2000. Tutte le regioni monitorate hanno registrato un aumento dei decessi attribuibili al caldo nell’ultimo decennio.

L’incremento medio annuo, tra il 2015 e il 2024 rispetto al periodo 1991-2000, è di 52 morti per milione di abitanti. Nel 2024, i decessi attribuibili al caldo in Europa sono stimati in 62mila persone.

Nel 2023, l’insicurezza alimentare legata alle ondate di caldo e alla siccità ha colpito oltre un milione di persone in più rispetto ai decenni precedenti. In tutta Europa, più di un milione di persone in più ha vissuto condizioni di insicurezza alimentare moderata o grave rispetto alla media annua del periodo 1981-2010.

Questa situazione disastrosa colpisce soprattutto i più vulnerabili. Neonati, anziani e lavoratori sono tra i gruppi più esposti al caldo estremo.

Confrontando il periodo 2015-2024 con il 1991-2000, l’esposizione al caldo è aumentata di 1,17 miliardi di persone al giorno (pari al +254%) tra neonati e anziani. Anche le disuguaglianze si sono aggravate.

Le famiglie a basso reddito hanno il 10% di probabilità in più di subire insicurezza alimentare a causa di eventi meteorologici estremi. Il caldo e la diffusione delle malattie: cosa dice il Lancet Allo stesso tempo, spiega Lancet, i cambiamenti climatici, l’aumento delle temperature e l’esposizione sempre più prolungata al caldo stanno favorendo la diffusione delle malattie infettive.

Il rischio medio complessivo di focolai di dengue in Europa è quasi quadruplicato. L’aumento è del 297% se si confronta l’ultimo decennio con il periodo 1980-2010.

Anche Paesi come Italia e Francia, tradizionalmente considerati a basso rischio per via dell’elevata salinità del Mediterraneo, registrano un peggioramento. Le zone costiere adatte alle infezioni da Vibrio sono aumentate del 32% nei due decenni messi a confronto.

Inoltre, i cambiamenti climatici hanno prolungato la stagione pollinica di una o due settimane rispetto agli anni Novanta. Questo aumenta la durata dell’esposizione per chi soffre di raffreddore da fieno. «Questi divari sempre più ampi nei rischi per la salute legati al clima dimostrano che la protezione dei più vulnerabili non può aspettare», afferma il dottor Hedi Kriit, ricercatore presso Lancet Countdown Europe. «Sempre più Paesi stanno pianificando misure di adattamento sanitario.

Ma senza finanziamenti affidabili e di lungo periodo, questi piani rischiano di restare in sospeso. Proprio mentre gli impatti si accelerano».

Per questo, i flebili progressi compiuti in Europa nella lotta ai cambiamenti climatici non devono essere dati per scontati. Nonostante l’escalation dei rischi per la salute legati al caldo, sottolinea il rapporto Lancet, l’impegno pubblico, politico e mediatico su clima e salute sta rallentando.

Newsletter Iscriviti a Chicxulub Storie e approfondimenti sulla crisi climatica. Dichiaro di aver letto e accettato l’informativa in materia di privacy Settimanale Anteprima In Europa meno impegno su clima e salute nel momento più critico Il problema, infatti, è la continua dipendenza dell’Europa dai combustibili fossili.

Questa dipendenza contribuisce ai cambiamenti climatici e a ondate di caldo sempre più estreme. Allo stesso tempo, vincola i governi a mercati volatili e mina la sicurezza energetica e la resilienza economica del Continente.

Dopo l’invasione russa dell’Ucraina, i sussidi europei ai combustibili fossili hanno raggiunto i 444 miliardi di euro nel 2023. Vale a dire 3,3 volte in più rispetto al 2016, anno della firma dell’Accordo di Parigi.

Questa dipendenza, segnala Lancet, espone inoltre l’Europa a shock geopolitici. Come dimostrano le recenti tensioni legate alla guerra tra Stati Uniti e Israele in Iran.

E distoglie risorse che potrebbero invece accelerare la transizione verso sistemi energetici più puliti e più sani. «Oggi, mentre il conflitto in Iran porta nuova incertezza e sofferenza alle persone in tutta la regione, ci viene ricordato ancora una volta un punto cruciale: finché l’Europa dipenderà dai combustibili fossili, le nostre economie, i bilanci pubblici e, in ultima analisi, la nostra salute resteranno vulnerabili», spiega la dottoressa Hannah Klauber, co-responsabile del gruppo di lavoro su salute e finanza del Lancet Countdown Europe. «Accelerare la transizione verso un’energia pulita e sicura non è solo una necessità ambientale. È anche un’opportunità fondamentale per proteggere il benessere delle persone».

L’eccezione: il ruolo crescente dei contenziosi climatici Eppure, in questo «clima infame», al Parlamento europeo cambiamenti climatici e salute sono raramente affrontati insieme. Nel 2024, solo 21 interventi su 4.477 hanno fatto riferimento a questa relazione.

Allo stesso tempo, anche la ricerca scientifica su cambiamenti climatici e salute mostra segnali di rallentamento. Nel 2023 si registra un primo calo, che interrompe la crescita osservata negli anni precedenti.

Il divario tra prove sempre più allarmanti e risposta politica rischia di bloccare i progressi. Unica eccezione degna di nota, conclude Lancet, è il ruolo crescente dei contenziosi sul clima.

Anche grazie alla storica sentenza della Corte internazionale di giustizia, che ha affermato l’obbligo giuridico degli Stati di agire sui cambiamenti climatici per tutelare il benessere umano. L'articolo Il caldo uccide sempre di più anche in Europa, secondo Lancet proviene da Valori.it.

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