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Giovedì 23 aprile 2026 ore 12:38

Cultura

C’è una nuova Global Sumud Flotilla in viaggio verso la Striscia di Gaza

Giovedì 23 aprile 2026 ore 11:16 Fonte: Rivista Studio

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Una nuova Global Sumud Flotilla è in viaggio verso la Striscia di Gaza, con un numero di imbarcazioni e partecipanti che è il doppio rispetto alla precedente edizione, rendendola, secondo gli organizzatori, la più grande mai realizzata per questa causa.
C’è una nuova Global Sumud Flotilla in viaggio verso la Striscia di Gaza
Rivista Studio

Circa 100 imbarcazioni con a bordo mille persone si stanno dirigendo verso la Striscia di Gaza, il secondo viaggio della Global Sumud Flotilla che punta ad aggirare i blocchi israeliani e consegnare aiuti umanitari alla popolazione della Striscia. L’iniziativa sarà la più grande missione marittima civile per la Palestina mai organizzata nella storia (per imbarcazioni e persone coinvolte è grande il doppio della precedente), così l’hanno definita gli organizzatori, una rete di studenti, sindacalisti, operatori umanitari e associazioni a sostegno della Palestina.

Il loro obiettivo è rompere quello che definiscono «l’assedio illegale imposto da Israele su Gaza». Le ultime imbarcazioni dovrebbero salpare sabato 25 aprile da Augusta, in Sicilia, e unirsi ad altre navi in partenza da Barcellona e Marsiglia.

Nei giorni scorsi, diverse imbarcazioni della flottiglia, come scrive Al Jazeera, hanno bloccato la MSC Maya, una nave da carico che trasportava materiali destinati alla fabbricazione di armi verso i porti di Ashdod e Haifa. La nave è gestita dalla Mediterranean Shipping Company (MSC) che, come conferma Al Jazeera, ha effettuato centinaia di trasporti da e verso gli insediamenti israeliani illegali nella Striscia e in Cisgiordania.

Altre imbarcazioni dovrebbero unirsi alla Flotilla in navigazione verso Gaza lungo il percorso, partendo dalla Grecia e dalla Turchia. L’ultima Global Sumud Flotilla venne fermata in acque internazionali a nord dell’Egitto nell’ottobre 2025, mentre tentava di entrare in un’area che le autorità israeliane avevano intimato di non attraversare, pochi giorni prima che fosse raggiunto il cessate il fuoco a Gaza.

Era il 3 ottobre quando la marina israeliana riuscì a intercettare tutte le imbarcazioni, sequestrandole e arrestando gli attivisti, i giornalisti e i politici che si trovavano a bordo. L’intercettazione, trasmessa praticamente in diretta, scatenò proteste in tutto il mondo, soprattutto per gli abusi che i membri dell’equipaggio subirono da parte dei soldati dell’esercito israeliano dopo essere stato, di fatto, sequestrati.

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