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Mercoledì 15 aprile 2026 ore 15:00

Politica

Meloni e la soglia dell’inaccettabile

Mercoledì 15 aprile 2026 ore 10:46 Fonte: MicroMega
Meloni e la soglia dell’inaccettabile
MicroMega

Non era bastato un genocidio. Due anni e più di massacri indiscriminati da parte di Israele, col sostegno dello storico alleato statunitense.

Non era bastata l’umiliazione inflitta a Zelensky nel febbraio dello scorso anno. Vi ricordate il vero e proprio agguato alla Casa Bianca, quando Trump e Vance “circondano” Zelensky e lo incalzano, senza lasciargli neanche il tempo di rispondere?

“Ingrato”, gli dicono. “Irrispettoso”.

E l’Italia? Muta.

Non era bastato il sequestro del presidente Maduro. In quella occasione il governo si era limitato ad affermare che l’azione militare esterna non è la strada da percorrere per mettere fine ai regimi totalitari, ma al contempo dichiarava di ritenere «legittimo un intervento di natura difensiva contro attacchi ibridi alla propria sicurezza, come nel caso di entità statuali che alimentano e favoriscono il narcotraffico».

Non erano bastate le simpatiche dichiarazioni d’intenti su Groenlandia, Canada e Panama. Inquietante desiderio di “spazio vitale” che aveva generato solo tiepide prese di posizione.

Non erano bastati i dazi contro l’Europa. Non erano bastati i tagli agli aiuti internazionali.

Il governo Trump ha smantellato in maniera sistematica l’assistenza allo sviluppo, incluso il programma Demographic and Health Surveys (DHS), finanziato dall’Agenzia statunitense per lo sviluppo internazionale (United States Agency for International Development, USAID). Secondo l’Oxfam si rischiano 9 milioni di morti entro il 2030.

Non era bastato il bombardamento dell’Iran e del Libano in violazione di qualsivoglia norma del diritto internazionale, rispetto al quale le prese di distanza sono state sempre timide (esemplare la nota di Palazzo Chigi subito dopo l’ultimatum Usa all’Iran in cui gli addetti stampa di Meloni sono riusciti nella non facile impresa di non nominare mai né Trump né Israele). Per non parlare degli episodi da guerra civile che hanno interessato gli Stati Uniti nei mesi scorsi.

Niente ha potuto quanto la lesa maestà di papa Leone. Solo di fronte agli attacchi lanciati da Donald Trump all’indirizzo di Prevost, finalmente la presidente del Consiglio ha pronunciato la parola che aspettavamo da mesi: «Inaccettabili» ha definito i messaggi del presidente Usa al pontefice.

Finalmente qualcosa ha smosso Meloni. Ne siamo lieti, ma avremmo preferito che questa presa di distanza fosse fatta per ragioni politiche di merito, magari in nome del rispetto dei diritti umani, del diritto internazionale, dell’autonomia e sovranità dell’Europa, della democrazia calpestata.

Ma forse era aspettarsi troppo da un governo che con il movimento MAGA condivide il DNA politico di fondo. CREDITI FOTO:

La presidente del consiglio Giorgia Meloni durante l’incontro con una delegazione di atleti olimpici e paralimpici di Milano-Cortina, Palazzo Chigi, Roma 9 aprile 2026. ANSA/FABIO FRUSTACI L'articolo Meloni e la soglia dell’inaccettabile proviene da MicroMega.

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