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“I crimini internazionali sono atti politici, sono degenerazioni della politica”
"I crimini internazionali sono atti politici, sono degenerazioni della politica". Lo ha dichiarato Rosario Aitala, primo vicepresidente della Corte Penale Internazionale (CPI) durante l'incontro "Il Fronte della Giustizia.
Dialogo sulla Corte Penale Internazionale" nell'ambito del programma Valigia Blu Live #ijf26 al Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia. Il titolo, "Il Fronte della Giustizia", evoca sia i fronti di guerra sia l'ideale fronte pacifico da cui la CPI conduce la propria missione per la responsabilità penale internazionale, la verità e la dignità umana.
Il magistrato, tra i firmatari del mandato di arresto emesso nel 2023 contro Vladimir Putin e condannato per questo a 15 anni in contumacia da un tribunale di Mosca, ha dialogato con il giornalista e inviato Nello Scavo sul ruolo e sulle urgenze della giustizia penale internazionale in una fase storica segnata da conflitti e violazioni del diritto internazionale. Alla domanda su quale sia oggi il compito piu urgente della giustizia penale internazionale, Aitala ha risposto:
"Serve a dare speranza, perché ci sono milioni di persone che non hanno autorità a cui rivolgersi e nessuno a cui chiedere aiuto. Nella maggior parte dei casi i loro torturatori sono proprio coloro che dovrebbero proteggerli: i poliziotti, i giudici, i governanti dei loro paesi.
E quindi guardano alla Corte e a quello che resta del sistema internazionale con speranza, per avere prospettive di verita e di futuro". Aitala ha poi aggiunto:
"Alla fine ho capito che è sbagliato affrontare questi crimini pensando che siano manifestazioni di malvagità: i crimini internazionali sono atti politici, sono finalizzati al potere, a controllare territori, risorse, anime, a imporre un'etnia su un'altra, un gruppo religioso su un altro. Certamente sono anche persone malvagie, ma sono motivate dal potere: i crimini internazionali sono degenerazioni della politica".
Qui di seguito l'intervento completo del giudice Aitala in dialogo con Nello Scavo: un confronto che intreccia testimonianza, diritto, geopolitica e coscienza, indagando fino a che punto la ricerca della giustizia internazionale diventi una missione per la sopravvivenza stessa della civiltà umana. Immagine in anteprima:
Andrea Marchi/IJF26