Cultura
La costumista del Diavolo veste Prada 2 ha detto che i brand di moda si sono fatti la guerra pur di comparire nel film con i loro vestiti e accessori
Tutti ucciderebbero per un posto come assistente di Miranda Priestly: è uno dei mantra de Il Diavolo Veste Prada. Una battuta che pare contenere un fondo di verità.
La costumista de Il Diavolo Veste Prada 2 ha infatti rivelato in un’intervista che durante la lavorazione del sequel le più note maison e i più prestigiosi designer al mondo si sono fatti la guerra pur di vedere i propri capi e accessori entrare nel guardaroba dei personaggi del film. Molly Rogers ha rivelato a Vogue che il suo dipartimento è stato letteralmente inondato di materiale inviato spontaneamente dalle maison di tutto il mondo, laddove solitamente chi è nella sua posizione deve contattare il brand, chiedere un prestito e incrociare le dita, sperando che il nome del talent coinvolto o la trama del film siano abbastanza allettanti da convincere il marchio a collaborare.
Altrimenti la soluzione è dare la caccia all’outfit che interessa nel mercato di seconda mano, o ricrearlo da zero. Nel caso di Il Diavolo Veste Prada 2, invece, gli armadi del reparto costumi si sono riempiti in un baleno, completi di tutte le it bag più desiderate della stagione.
Senza averli nemmeno chiesti, Rogers si è vista recapitare capi e accessori introvabili. Rogers ha spiegato di aver avuto a disposizione così tanto materiale che le si è presentato il problema opposto rispetto a quello che di solito si deve porre chi fa il suo mestiere.
Si è trovata costretta a scartare capi perfetti perché aveva un eccesso di scelta: «La parte difficile è stata avere a disposizione tutte le migliori borse del mondo e decidere quali inserire nel film e quali fossero giuste per i personaggi». Questo nonostante il film, data l’ambientazione della redazione del fashion magazine Runway, preveda molti personaggi con outfit composti di capi di alta moda e con un numero molto più alto del consueto di cambi di costume scena dopo scena.
Rogers, che eredita il difficile ruolo di costumista del film da Patricia Field, ha spiegato di aver seguito lo stesso approccio seguito dalla collega nel primo capitolo del franchise. Il Diavolo Veste Prada 2 non sarà strettamente correlato ai trend e alle collezioni del momento, eccezion fatta per pochissimi capi selezionati.
Oltre a doversi adattare al carattere e all’evoluzione di ogni personaggio nel film, gli outfit selezionati sono stati scelti per superare la prova del tempo. Così come avvenuto nel primo film con il celebre montaggio di Andy che cammina per New York sfoggiando a ogni stacco di montaggio un look differente, il sequel punta a proporre scelte di stile slegate dai trend, che siano attuali e desiderabili anche a decenni di distanza dalla realizzazione del film.