Cultura
Pedro Pascal ha fatto causa a un liquore perché si chiama Pedro Piscal
Pedro Pascal, l’uomo più amato dell’internet e simbolo della coolness globale, si è trovato coinvolto in una battaglia legale che ha il sapore agrodolce del pisco cileno (un tipo di acquavite). Al centro della contesa c’è il marchio “Pedro Piscal”, un distillato creato dall’imprenditore David Herrera che gioca sull’assonanza quasi perfetta con il nome dell’attore.
Se per Herrera si tratta di una «invenzione scherzosa» che unisce il vitigno Pedro Ximénez alla cultura della piscola (il cocktail nazionale a base appunto di pisco e cola), per i legali di Pascal si tratta di appropriazione indebita dell’identità commerciale, capace di generare confusione nei consumatori e suggerire un legame mai esistito tra l’attore e il liquore. La disputa non è solo una questione di diritto d’autore.
In Cile, infatti, esiste una vera e propria sottocultura del branding satirico basato su giochi di parole: dai casi celebri come il miele Miel Gibson alla panetteria Superpan, i piccoli imprenditori cileni hanno spesso sfidato i colossi di Hollywood a colpi di parodie e assonanze. Herrera difende la sua invenzione sottolineando il fatto che in nessuno dei materiali promozionali del liquore compare il volto dell’attore e rivendicando una libertà linguistica che trascende la fama dell’attore nato a Santiago.
Nonostante la resistenza dell’imprenditore, come scrive DesignTaxi, la bilancia legale sembra pendere dalla pare dell’attore, dal momento che la proprietà di diversi domini web legati al marchio è già stata trasferita al management Pascal. Tuttavia, il destino della bottiglia della discordia verrà deciso dai tribunali solo più in là nel corso dell’anno.
Resta da capire se la legge riconoscerà al “Pedro Piscal” la dignità di omaggio culturale o se lo condannerà come un tentativo di monetizzare l’immagine, il carisma e la fama di Pedro Pascal.