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Killer e dintorni, ma senza parcheggio. L’ultimo Robecchi

Giovedì 30 aprile 2026 ore 12:48 Fonte: Strisciarossa
Killer e dintorni, ma senza parcheggio. L’ultimo Robecchi
Strisciarossa

Milano. Ormai primavera.

Non sappiamo come si chiamano quei due, il nome dei documenti e l’aspetto si adattano di continuo alle situazioni, fanno i killer professionisti per chi paga. Li conosciamo come il Biondo e L’uomo con la cravatta, effettivamente abbastanza diversi.

Il primo è sotto i quaranta e non è sposato, ha delle fidanzate tattiche e intercambiabili che non fanno domande (da tre volte c’è un certo affezionamento per una splendida sex worker); ha il sangue freddo di un cobra, usa il coltello da marine e possiede una mira micidiale, può staccarti il lobo di un orecchio da 150 metri. Il secondo è meno giovane e ha studiato economia; lui usa due Glock ed è sposato con Marta, che crede sia un venditore di strumenti meccanici di precisione, quello che le aziende chiamano all’improvviso per guasti e problemi da risolvere; questa volta però lei si fa i capelli biondi corti e s’insospettisce, una sera addirittura lo segue di nascosto; hanno un figlio 17enne, l’adolescente Mattia.

Il penultimo contratto era stato una manna dal cielo, a sorpresa ne era uscito un extra incredibile, roba di milioni. Il loro primo comandamento riguarda la sicurezza e, certo, potrebbero pure smettere.

Ora comunque hanno appena ucciso la vittima contro cui erano stati indirizzati, il “suicidio” dell’ingegner Gradani imprenditore 71enne, sollecitati dal figlio maggiore, incarico facile all’apparenza; ricevono il saldo, centocinquantamila euro prima, altri duecentomila dopo; purtroppo le trasmissioni trash di prima serata indagano su presunte incongruenze. Tramite il loro sistema ordinario (pagina Necrologi del Corsera) l’anziano gallerista e collezionista d’arte Antonio Tossini De Collier chiede di far scomparire il nipote Gianguido prima che compia 21 anni (rilevante negli Usa); vale un milione di euro ma sembra complicato; finiscono per coinvolgere la solitaria collega killer già sperimentata, lei di ritorno dai monti dell’Alto Adige, da dove ha fatto cadere un professore esperto di fauna delle Dolomiti.

Cenano insieme e collaborano per qualche mese, ma il caso Gradani si riapre in tv e l’ottimo ragazzo sembra difficile da eliminare. Il giornalista (spesso argutamente radicale e satirico), autore televisivo (con Crozza dal 2007) e affermato scrittore Alessandro Robecchi (Milano, 1960) dedica una consecutiva godibile esclusiva opera ai killer già comparsi nella precedente (e nel primo romanzo della serie Monterossi nel 2014), oltre che in alcuni racconti.

In esergo Walter Matthau, la battuta da film: “L’omicidio è facile.

È il parcheggio che è difficile” (da cui il titolo). Image by Hello Cdd20 from Pixabay I due hanno chiamato la loro ditta Snap srl, eseguono omicidi dal 2013, ripensano spesso ai casi del passato, come esempio e monito.

La narrazione è in terza persona al presente, allegramente tragicamente “noir”, fissa su loro o sulla terza collega: quando sono insieme, quando lavorano separati, quando fanno le loro altre vite; coperti da fantasiosi travestimenti o scoperti nei continui dialoghi fra loro, acuti e scarni; nessuno dei tre è “ignorante”, piuttosto competenti artigiani di alta qualità con specifiche passioni artistiche e sociali; trentaquattro palpitanti imprevedibili capitoli, niente prologo o epilogo o ulteriori titoletti. Milano è il cuore, zone e quartieri meditati; girano molto, comunque, soprattutto verso i laghi lombardi o la costa ligure.

Come nella lunga serie Monterossi, emergono i pervasivi eccessi dei programmi televisivi serali che si occupano di delitti: intervistano testimoni, inventano moventi, scovano nuove fantasiose piste per i misteri rimasti insoluti, scavano nel torbido di ciascuno, danno suggerimenti agli inquirenti, chiedono a gran voce di riaprire casi. Fra di loro ovviamente si richiama pure il più sentimentale Crazy Love (inventato da Monterossi e ancora gestito da Flora D Pisis).

Spesso whisky, ma pure Pigato a Genova. Molto jazz appassiona soprattutto la killer: affaticata in hotel s’immerge nella schiuma e sceglie il Köln Concert di Keith Jarrett; poi si regala un live di Ornette Coleman; per il successivo agosto cerca festival jazz; ma pure Il Biondo riconosce subito dall’amica le note della colonna sonora di Miles Davis.

“Omicidi Srl” di Alessandro Robecchi, Sellerio 2026, Pag. 382 euro 17 L'articolo Killer e dintorni, ma senza parcheggio. L’ultimo Robecchi proviene da Strisciarossa.

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