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Gli americani non vanno in Pakistan per i negoziati con l’Iran
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Donald Trump, nella giornata di ieri, ha annullato il viaggio a Islamabad, già programmato, degli inviati Steve Witkoff e Jared Kushner perché le proposte iraniane arrivate, tramite il Pakistan, non sono state ritenute sufficienti e poi si starebbe perdendo troppo tempo e denaro in spostamenti. Sembrerebbe poco chiara la situazione all’interno della leadership iraniana oscillante tra l’ala più ostile ad un negoziato risalente ai Guardiani della Rivoluzione e un’ala più disponibile a trattare per non aggravare la situazione interna a causa della guerra.
Un fatto è certo che, se le condizioni degli americani sono quelle di una resa, non ci sarà nessuna parte in Iran disposta a un accordo di pace. Sull’altro fronte, quello del Libano, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, nonostante il prolungamento della tregua, ha ordinato all’esercito di attaccare gli obiettivi di Hezbollah e continua a distruggere villaggi occupando una striscia profonda alcuni chilometri nel sud del Libano.
I media statali libanesi parlano di pesanti attacchi in quattro località nel sud del Paese. Israele negozia con le bombe.
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