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Sabato 25 aprile 2026 ore 14:00

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Leggere il 25 Aprile e la Resistenza attraverso il romanzo

Sabato 25 aprile 2026 ore 14:00 Fonte: Menti in fuga
Leggere il 25 Aprile e la Resistenza attraverso il romanzo
Menti in fuga

Un modo utile per affrontare il 25 aprile, a parte i dibattiti e tutto quello che viene organizzato per ricordare una data centrale nella storia della nostra Italia repubblicana, democratica e antifascista potrebbe essere quello di andare a rileggere alcuni romanzi che, in modi diversi, sono tutti incentrati sulla lotta armata partigiana. Ci permettiamo di suggerire alcune letture che ci sembrano fondamentali per comprendere il momento storico in cui si colloca la Resistenza italiana e il dramma di una generazione che, dopo la feroce dittatura fascista, l’occupazione nazista e lo sfaldarsi della monarchia, è chiamata a scelte non facili.

Il primo romanzo che potremmo ricordare è Uomini e no di Elio Vittorini, scritto tra la primavera e l’autunno del 1944 quando l’autore era fuggito da Milano perché identificato dai nazisti. Il romanzo fu pubblicato nel giugno del 1945, quindi veramente a ridosso degli eventi storici.

Esso è sicuramente stato uno dei primi romanzi aver raccontato di una Milano occupata dai tedeschi e poi delle azioni, contro fascisti e nazisti, che sono stati portate avanti con la lotta armata. Il secondo romanzo di cui pure potremmo consigliare la lettura è un libro, a nostro parere particolarmente bello, di Luigi Meneghello I piccoli maestri, scritto tra gennaio 1963 e gennaio 1964 e pubblicato nel 1964.

Un romanzo autobiografico in cui Meneghello ricorda la sua partecipazione alla resistenza come partigiano giellista (Giustizia e libertà). Lo stesso autore dirà che «I piccoli maestri è stato scritto con un esplicito proposito civile e culturale: volevo esprimere un modo di vedere la Resistenza assai diverso da quello divulgato, e cioè in chiave anti-retorica e anti-eroica».

Il terzo romanzo che vale la pena ricordare è ovviamente Il partigiano Johnny di Beppe Fenoglio pubblicato postumo e incompleto nel 1968. Qui la Resistenza sembra andare oltre diventando, quasi una condizione di vita  e  assume la connotazione di una scelta esistenziale universale.  «Johnny si sentiva come può sentirsi un prete cattolico in borghese od un militare in borghese: le armi razionalmente celate sotto il vestito, il segno era sempre su di lui: partigiano in aeternum».

Infine possiamo menzionare tra i libri da leggere per ripensare quelli che sono stati anni difficilissimi un libro del 1947 di Italo Calvino Il sentiero dei nidi di ragno. Calvino dirà: « Avevo un paesaggio.

Ma per poterlo rappresentare occorreva che esso diventasse secondario rispetto a qualcos’altro: a delle persone, a delle storie. La Resistenza rappresentò la fusione tra paesaggio e persone».

Questi romanzi potrebbero essere oggi, dopo ottant’anni, un approccio importante e utile per capire il dramma di una generazione che è stata chiamata ad affrontare scelte difficilissime per riportare la libertà nel nostro paese. Una libertà messa costantemente a rischio dalle scelte che in questi anni si vanno facendo non solo da un punto di vista politico ma anche economico.

Una tendenza all’autoritarismo e al dominio di pochi. Buon 25 aprile.

Antonio Fresa The post Leggere il 25 Aprile e la Resistenza attraverso il romanzo appeared first on Mentinfuga.

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