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25 Aprile: festa della Liberazione dal nazifascismo
Paolo Braccini, militante del Partito d’Azione, prima di essere fucilato dai fascisti, il 3 aprile 1944 scriveva: «Gianna, figlia mia adorata, è la prima e l’ultima lettera che ti scrivo e scrivo a te per prima in queste ultime ore, perché so che seguito a vivere in te. Sarò fucilato per un ideale, una fede che tu, figlia mia, un giorno capirai appieno».
Quella fede si chiamava libertà e, ancor oggi, qualcuno non la capisce. O meglio fa finta di non cogliere la differenza tra chi lottava per affermare l’orrore, incarnato da Hitler e Mussolini, e chi lo faceva per ridare dignità all’Italia attraverso la democrazia.
Il 25 aprile per Giorgio Almirante, leader del partito neofascista MSI, era un giorno di lutto. FdI discende orgogliosamente dall’MSI e così si capisce perché Ignazio La Russa, presidente del Senato, non può dirsi antifascista e condividere l’ideale di Paolo Braccini.
Per lui è giusto onorare tutti i morti della guerra civile ma, forse, confonde il 25 aprile con il 2 novembre, la festa dei morti. È quello il giorno in cui i cristiani cattolici omaggiano i defunti.
Oggi si festeggia la Liberazione dal nazifascismo, se si è antifascisti s’intende. The post 25 Aprile: festa della Liberazione dal nazifascismo appeared first on Mentinfuga.