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Il disinvestimento dai combustibili fossili dovrà essere «responsabile»
Porre fine all’era delle fonti fossili non è più una questione di se, ma di quando. A volte però si dimentica che è anche una questione di come, cioè del modo in cui gestire il disinvestimento dai combustibili fossili.
Al riguardo c’è chi ha proposto delle regole a livello internazionale. Con l’obiettivo di governare al meglio il phase out e quindi accelerarlo.
I Principi internazionali per il disinvestimento responsabile dai combustibili fossili Somo (Centre for Research on Multinational Corporations), Aida (Interamerican Association for Environmental Defense) e Sdn (Stakeholder Democracy Network) sono le organizzazioni che hanno unito le forze per mettere a punto i Principi internazionali per il disinvestimento responsabile dai combustibili fossili, disponibili in cinque lingue fra cui l’arabo. Li hanno presentati ufficialmente in un webinar a fine marzo, organizzato in vista della prima Conferenza internazionale per la giusta transizione dalle fonti fossili in programma a fine aprile a Santa Marta, in Colombia.
Evento di cui al webinar ha parlato Alex Rafalowicz, direttore della Fossil Fuel Treaty Initiative che è fra i principali sostenitori della conferenza colombiana. I promotori dei Principi stanno anche lavorando per dare forma a una coalizione internazionale di organizzazioni che li sostengono (si può aderire sottoscrivendo il modulo “add your voice” sul sito di Somo).
La giustizia deve essere al centro della transizione energetica L’idea di fondo dei Principi è mettere il tema della giustizia al centro della transizione energetica. Il che significa innanzitutto dare voce, nel processo di transizione, a chi di solito non ne ha.
Cioè a chi prima ha subìto gli impatti negativi, ambientali, economici e sociali, dell’industria fossile e ora è a rischio di subire anche quelli dello smantellamento (decommissioning) di impianti, oleodotti, piattaforme, terminali, insomma di tutte quelle strutture e infrastrutture che nella prospettiva del phase out non serviranno più. Con il rischio elevato che vengano abbandonate del tutto o quanto meno non dismesse adeguatamente.
L’obiettivo ultimo dei Principi è quindi che l’uscita dalle fossili non avvenga in modo irresponsabile. Cioè lasciando in eredità “cimiteri” industriali ed ecosistemi ambientali fortemente degradati di cui nessuno si fa carico.
Perché nessuno – Big Oil in primis – è disposto a sostenere gli alti costi di dismissione e riparazione dei danni. Newsletter Iscriviti a Valori Il meglio delle notizie di finanza etica ed economia sostenibile.
Dichiaro di aver letto e accettato l’informativa in materia di privacy Settimanale Anteprima Le responsabilità delle imprese, dalla partecipazione pubblica alla due diligence I Principi internazionali per il disinvestimento responsabile dai combustibili fossili si dividono in due parti: la prima riguarda le imprese, la seconda gli Stati. Ciascuna consta di sette principi.
Per le imprese che disinvestono dai progetti legati ai combustibili fossili, che si tratti di chiusura effettiva o di vendita degli asset, le principali responsabilità statuite dai Principi riguardano la garanzia della partecipazione pubblica, dell’accesso alle informazioni, del consenso libero, preventivo e informato, sin dall’inizio e in ogni fase del progetto. Con particolare riferimento alle comunità direttamente coinvolte, ma anche alle autorità di vigilanze e ai governi.
“Chi inquina paga” è un altro principio basilare, per cui occorre fornire le risorse finanziarie per lo smantellamento e il ripristino degli ecosistemi. Mentre la due diligence impone di verificare che chi compra gli asset fossili abbia le necessarie capacità finanziarie e tecniche per gestirli e per procedere in futuro alla loro dismissione.
Le aziende che dismettono devono risarcire le persone che hanno subìto danni, con indennizzi monetari ma non solo (tra le opzioni c’è il riconoscimento pubblico dei danni causati e il restauro di siti culturali). Alle aziende si chiede poi di sviluppare un approccio intersezionale alla gestione dell’impatto del disinvestimento.
Il che vuol dire occuparsi di programmi di transizione lavorativa, di diversificazione economica (evitare l’emersione di “città fantasma”) e di protezione sociale per i lavoratori e le comunità interessate. Riconoscendo le specifiche esigenze di popolazioni indigene, minoranze, donne, lavoratori migranti, comunità rurali.
Serve anche attivare, e finanziare, programmi di monitoraggio e valutazione dell’intero processo, che siano indipendenti, trasparenti e inclusivi. Infine, non bisogna fare ricorso ad arbitrati internazionali per piegare alle proprie esigenze i processi di disinvestimento minando l’effettiva tutela di diritti umani e di protezione dell’ambiente.
Come i governi possono creare le condizioni per il disinvestimento dai combustibili fossili Quello che spetta agli Stati è in sostanza l’enforcement dei Principi, cioè creare le condizioni e predisporre gli strumenti affinché vengano applicati. Innanzitutto occorre definire dei piani nazionali partecipativi e trasparenti per il phase out delle fossili, con conseguente allineamento di leggi e regolamenti per rendere i Principi obbligatori per le imprese.
Significa anche dotarsi della capacità di monitorare l’applicazione dei Principi, nonché di prevedere la rendicontazione dei progetti di disinvestimento e dei controlli su come vengono svolti. E bisogna rendere obbligatorie le valutazioni indipendenti sugli impatti sociali e ambientali dei progetti ai fini della loro approvazione.
Gli Stati devono inoltre verificare che il principio “chi inquina paga” sia rispettato e che i costi dei progetti di dismissione siano coperti; garantire, in caso di vendita di asset fossili, che le imprese che subentrano abbiano un’esperienza comprovata al fine del mantenimento degli impegni per la gestione del processo di dismissione; garantire, ancora, che i nuovi proprietari o gestori degli asset pongano in essere il necessario risanamento ambientale, nel caso in cui i loro predecessori non abbiano provveduto. Infine, gli Stati devono cooperare per far sì che il disinvestimento dai combustibili fossili avvenga in modo responsabile.
Che poi è un richiamo diretto al principio delle responsabilità comuni ma differenziate sancito dall’Accordo di Parigi. L'articolo Il disinvestimento dai combustibili fossili dovrà essere «responsabile» proviene da Valori.it.