Cultura
La Cnn ha scoperto una vera e propria “accademia dello stupro” su internet, ma nonostante la denuncia nessuno l’ha chiusa
Il caso Pelicot ha ricordato al mondo che Internet è un luogo di violenze che tolgono il sonno. A consentire a Dominique Pelicot di perpetrare una serie tanto sistematica di abusi ai danni della moglie era stata anche una famigerata chatroom (poi chiusa dal governo francese) in cui contattava quelli che sarebbero diventati gli stupratori di sua moglie.
Altri casi successivi (come il gruppo Facebook “Mia Moglie” in Italia) hanno fatto emergere come tra chat Telegram, server Discord e dark web, Internet sia diventata il miglior territorio di caccia dei predatori sessuali. Quello scoperto da una recente inchiesta della Cnn è una delle prove più raggelanti di quanto appena detto.
Non solo per la portata del traffico che genera ogni mese (quasi 62 milioni di visite mensili), ma anche perché nessuna autorità è ancora scesa in campo per bloccare Motherless. Si chiama così il sito oggetto dell’inchiesta-denuncia di Cnn, un sito che non è un anfratto del dark web accessibile a pochi “smanettoni” bensì un normalissimo sito web frequentato da un’utenza prevalentemente statunitense.
È stato soprannominato “l’accademia dello stupro” per la tipologia di contenuti che ospite sulle sue piattaforme, che oltre al sito in sé comprendono un forum e una chat Telegram, per garantire agli utenti ulteriori spazi di incontro e scambio, ovviamente anonimi. I frequentatori di Motherless sembrano avere un unico obiettivo: stuprare una persona mentre è incosciente, generalmente la propria partner ma anche ex mogli, colleghe di lavoro, amiche, sconosciute.
I tag, i topic e i messaggi di gran lunga più popolari sono quelli contraddistinti da parole chiave come sleep, l’emoji zzz e il famigerato eyecheck, ovvero il gesto con cui si apre l’occhio della vittima per controllare se sia effettivamente sedata, svenuta, addormentata e quindi incosciente. Vittima che spesso è la partner, come detto: gli uomini che frequentano questo tipo di siti sono nella stragrandissima maggioranza dei casi mariti e fidanzati, uomini e ragazzi che cercano “consigli”, “tutorial”, “trucchi” per violentare la propria compagna.
Nel vasto archivio, diviso tra sito principale e repliche, chat e forum si trova di tutto: dai raggelanti video tutorial su come verificare lo stato di incoscienza della partner prima di abusare di lei a scambi tra “mentori” e “neofiti” su quali farmaci e droghe utilizzare e in che dosi, oltre ai venditori di kit per lo stupro e ai “creator” che pubblicano i video delle loro violenze. Tra le migliaia di contenuti ci sono anche post in cui queste persone esprimono i dubbi e le paure di questi uomini.
È uno degli aspetti più sinistri di tutta questa vicenda, dato che i dubbi e le paure di questi uomini non sono mai legati all’illegalità o immoralità delle loro azioni, ma al timore che la propria compagna possa scoprirli, svegliarsi durante la violenza o andare in overdose con una dose eccessiva di droghe. C’è persino chi chiede consiglio elencando i medicinale che la compagna assume, le malattie dalle quali è affetta, tutto per trovare un cocktail di farmaci ideale.
In tutto questo si inserisce il dramma di alcune vittime da cui è partita l’inchiesta di Cnn, che ha dedicato una lunghissimo, terrificante inchiesta al sito. Sito che rimane tuttora online perché i servizi di hosting non lo hanno ancora bloccato e le autorità non sono ancora intervenute.
Secondo Cnn, infatti, queste ultime infatti utilizzano sistemi di moderazione AI per controllare i contenuti ospitati sui siti dei loro clienti, seguendo i dettami del Communications Decency Act. Dato che il sito dichiara che gli oltre 20 mila video che ospita sono legali, presumendo il consenso implicito della persona ritratta nei contenuti “sleep” (nonostante tutto faccia pensare al contrario), questa galassia di siti, accessibili gratuitamente e liberamente, rimane ancora attiva con tutto il suo archivio di orrori, tra la frustrazione, lo sgomento e la rabbia delle vittime.
L’unica iniziativa presa dalle autorità competenti negli Stati Uniti è stata una serie di multe, comminate perché il sito non ha implementato un sistema di verifica dell’età dei suoi utenti, obbligatorio per legge.