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Un Primo Maggio per un lavoro dignitoso
«Il lavoro è presidio della società. È espressione della libertà della persona e dell’intera comunità.
È dignità. È strumento di partecipazione, di costruzione.
L’obiettivo di una piena e buona occupazione è iscritto tra quelli della nostra democrazia», ha detto il Presidente Sergio Mattarella. Ancor di più quest’anno parlare di lavoro significa anche parlare di pace.
Ha ragione il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini quando dice che «non esiste lavoro dignitoso se c’è la guerra e se non c’è la pace». Il lavoro dignitoso per tanti, per molti, non c’è.
Non c’è perché il salario è troppo basso, per le numerose situazioni in cui c’è sfruttamento, per i ricatti che lavoratrici e lavoratori sono costretti a subire, anche per l’avanzare delle nuove tecnologie, perché non c’è sicurezza sui luoghi di lavoro. Nei primi due mesi del 2026 sono morte per il lavoro 102 persone (in calo rispetto al 2025), sempre troppe, e sono stati denunciati 91.912 incidenti sul luogo di lavoro (+2,6% sul 2025).
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