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Domenica 26 aprile 2026 ore 16:01

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Mr. Nobody against Putin di David Borenstein e Pavel Talankin

Domenica 26 aprile 2026 ore 16:01 Fonte: Menti in fuga

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In "Mr. Nobody against Putin" di David Borenstein e Pavel Talankin, la telecamera nascosta dell'insegnante russo Pavel Talankin rivela come la vita scolastica in Russia subisca profondi cambiamenti a seguito dell'invasione, mettendo in luce le pressioni politiche e sociali che influenzano l'educazione e il comportamento degli studenti, nonché le reazioni degli insegnanti di fronte a un contesto sempre più oppressivo e controllato dal regime.
Mr. Nobody against Putin di David Borenstein e Pavel Talankin
Menti in fuga

Mr. Nobody against Putin è un docufilm diretto da David Borenstein e Pavel Talankin.

La cinepresa filma in segreto la propaganda russa nella scuola, dopo l’invasione dell’Ucraina nel 2022, e segue l’insegnante russo Pavel Talankin, detto “Pasha“, a Karabaš, una piccola e povera cittadina, pesantemente inquinata, che si trova nella parte settentrionale degli Urali meridionali, circa 150 km a nord-ovest di Čeljabinsk, vicino al confine con il Kazakistan. Il film-maker è un docente amato, creativo e anticonformista, crede nel valore educativo della didattica e interpreta lo spazio-scuola come rifugio per studenti che vogliono promuovere se stessi, tra lezioni ludiche e attività ricreative: è questo che mostrano i primi minuti del documentario, una quotidianità scolastica serena e comunitaria.

Ma le cose cambiano il 24 febbraio 2022: l’annuncio di Putin dell’«operazione militare speciale», introduce nella didattica la propaganda filorussa: lezioni su nazionalismo, anti-occidentalismo, militarizzazione dei bambini e indottrinamento pro-guerra. Pasha diventa un cameraman e inizia a riprendere di nascosto queste trasformazioni e la progressiva autocensura imposta dal sistema.

C’è una frase di Pasha eloquente: «Ho capito che quello che entrava nella mia telecamera era Ordinary Fascism-2», riferendosi al documentario di Mikhail Romm del 1965, che ricostruiva l’ascesa del nazismo in Europa attraverso materiale d’archivio. Talankin si rende conto della significazione storica di ciò che sta registrando proprio in quel momento: non un archivio del passato, questa volta, ma del presente, in diretta, dall’interno.

Il tono di Pasha passa dal giocoso al paranoico, angosciato e spaventato di essere scoperto; il sistema lo erode psicologicamente, senza ordini espliciti, spingendolo all’autocensura, traballante tra dilemmi etici: resistere o conformarsi? …mentre la scuola diventa un centro di reclutamento. Il film culmina con l’ultimo giorno di scuola di Pasha, a cui resta, come unica possibilità, fuggire dalla Russia, con l’inquadratura finale di una festa degli studenti, recita falsa dietro cui si cela la costrizione della propaganda putiniana.

Mr. Nobody against Putin, vincitore del premio Oscar come Miglior Documentario alla 98ª edizione degli Academy Awards, il 15 marzo 2026, arriva in Italia in questi giorni grazie ad Andrea Segre e a ZaLab, realtà di produzione e distribuzione indipendente che da anni lavora sulla frontiera tra cinema del reale e impegno politico.

La circolazione italiana del docufilm, che tratta temi scomodi, non avviene attraverso la distribuzione tradizionale, ma attraverso la strategia consapevole e più efficace della convocazione: non si disperde nell’indifferenza del mercato, ma chiama le persone giuste, nel posto giusto, con l’intenzione giusta, attraverso proiezioni “accompagnate”. Il film, coproduzione ZDF/Arte e BBC, con il sostegno del Danish Film Institute e del Czech Audiovisual Fund, è girato nell’arco di due anni, da Talankin stesso, nella scuola primaria n.1 di Karabaš; il focus è sulle azioni che il governo russo ha imposto agli istituti con l’obbligo di organizzare regolarmente «esposizioni patriottiche» e di adottare un curriculum statale ovvero il programma “Conversazioni su cose importanti”, per giustificare la guerra agli studenti.

Era anche richiesto di caricare i filmati di queste attività sul portale dello Stato per dimostrarne la conformità, il che dava a Talankin la copertura per riprendere riunioni, lezioni e visitatori della scuola senza destare sospetti, riuscendo a trasformare la macchina del controllo in un boomerang contro se stessa. Tra le scene più inquietanti del documentario c’è quella di una lezione tenuta da membri del gruppo paramilitare Wagner, una forza armata “mercenaria” e formalmente privata, non un’eccezione, non una visita istituzionale, ma un intervento che evita allo Stato un coinvolgimento ufficiale diretto, alias la guerra entra in classe con divisa e curriculum.

Sul palco degli Oscar, il co-regista David Borenstein, che ha lavorato “a distanza” per tutta la durata delle riprese, ha definito il film un’anatomia della perdita: «Mr. Nobody against Putin parla di come si perde un paese e quello che abbiamo visto lavorando su questo materiale è che lo si perde attraverso innumerevoli piccoli, insignificanti atti di complicità».

Il discorso, pronunciato in un’America che attraversa la propria crisi democratica, ha avuto una doppia risonanza; Borenstein ha aggiunto, riferendosi implicitamente agli Stati Uniti, «Quando siamo complici, quando un governo uccide persone nelle strade delle nostre grandi città, quando non diciamo niente, quando gli oligarchi si impadroniscono dei media e controllano come possiamo produrli e consumarli, tutti noi di fronte a una scelta morale.

Ma fortunatamente anche un “Signor Nessuno” è più potente di quanto si pensi». Talankin, ricevendo l’Oscar, ha detto in russo, lasciando che la traduzione arrivasse con il ritardo di chi sa di parlare a un pubblico che non conosce ancora il peso di certe parole, «Ci sono paesi dove invece delle stelle cadenti cadono bombe dal cielo e volano droni.

In nome del nostro futuro, in nome di tutti i nostri figli, fermiamo tutte queste guerre. Adesso».

Il film non è uscito senza conflitti. Alcune critiche sono arrivate proprio dalla comunità degli esuli russi: secondo Meduza, sito indipendente di notizie, in lingua russa, alcuni spettatori hanno elogiato le azioni del film-maker come coraggiose, mentre altri hanno accusato l’etica del progetto e messo in discussione le motivazioni dell’autore, descrivendolo come potenzialmente in cerca di riconoscimento piuttosto che intento solo a documentare.

Altri hanno contestato al film di filtrare la realtà russa attraverso una lente occidentale, confezionata per il circuito dei festival. C’è poi la questione irrisolta del consenso: la Russia ha dichiarato il documentario illegale su diverse piattaforme di streaming, bloccandone la distribuzione nel paese, sostenendo che promuove «atteggiamenti negativi» nei confronti del governo e della guerra.

Il Ministero della Giustizia ha iscritto Talankin nel registro degli agenti stranieri. Ora il regista vive in Repubblica Ceca; ha lasciato la Russia nell’estate del 2024, dopo la prova di una sorveglianza poliziesca sulla sua abitazione.

Ha portato con sé, in una borsa, hard disk, laptop, telecamera e  biglietto di andata e ritorno per la Turchia, per non destare sospetti. Andrea Segre, regista, sceneggiatore e produttore italiano, specializzato in documentari sociali e cinema etico-politico, dirigente di ZaLab, sta distribuendo Mr.

Nobody against Putin nelle sale italiane, dal 16 aprile 2026, con proiezioni in oltre 30 città. Ha presentato il film in interviste ed eventi, definendolo un «diario dell’arrivo dell’incubo» che invita a riflettere su propaganda e democrazia: «Ti porta dove non potresti, facendoti chiedere:

“Io cosa farei?”», non è una domanda retorica, ma la forma più scomoda di educazione civica che il cinema possa offrire. In un momento in cui, in molte democrazie occidentali, il confine tra pedagogia e propaganda si assottiglia, tra narrazioni ufficiali, algoritmi educativi e patriottismi nuovi, il caso Karabaš non è solo russo: è una riflessione scomoda, offerta da un “Signor Nessuno” che ha scelto di non cancellare i file, di non tacere ma di parlare.

Mariagrazia Tosti Mr. Nobody against Putin Regia:

David Borenstein e Pavel “Pasha” Talankin Anno di produzione: 2025 Nazionalità: Danimarca, Repubblica Ceca (Produzione) Distribuzione Italiana:

ZaLab, con uscita in sala dal 16 aprile 2026 Durata: 90 minuti Protagonista/Narratore: Pavel Talankin Vincitore Oscar 2026:

Miglior documentario Premio Sundance 2025: World Cinema Documentary Special Jury Award Premio BAFTA 2026:

Best Documentary Trama: Il film segue Pavel “Pasha” Talankin, insegnante e videomaker in una scuola elementare a Karabaš (Urali, Russia), che decide di documentare la trasformazione della scuola in un centro di indottrinamento pro-guerra dopo l’invasione dell’Ucraina.

Il tema della propaganda scolastica russa, della militarizzazione dei bambini, del dissenso, della repressione e della inevitabile fuga dal proprio paese, hanno provocato la censura del docufilm in Russia: è stato vietato con le accuse di “estremismo” e “terrorismo”. The post Mr.

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