Politica
Meloni, Trump, il papa e le altre notizie di MicroMega
L’ITALIA AL TEMPO DI MELONI Questa settimana si è consumato il primo strappo tra Trump e Meloni, finora aspirante “pontiera” tra Usa ed Europa. Non per l’appoggio alle politiche criminali di Netanyahu, non per l’umiliazione di Zelensky alla Casa Bianca, non per tutti gli sconquassi causati a livello internazionale, come scrive la nostra Ingrid Colanicchia è stata la lesa maestà di papa Leone a smuovere finalmente la nostra presidente del Consiglio:
Meloni e la soglia dell’inaccettabile. Intanto, le opposizioni sono alle prese con il dibattito sulle primarie.
Ma tenerle è una buona idea? Il legittimo dubbio è sollevato nel suo ultimo Contrappunto dalla direttrice Cinzia Sciuto, che osserva come costruire le coalizioni prima delle elezioni significhi chiedere ai partiti di annacquare le proprie posizioni per non pregiudicare l’unità della coalizione stessa:
Primarie per unire? Il rischio è indebolire la rappresentanza.
FORTEZZA EUROPA Uno sguardo al nostro paese lo getta anche Tommaso Gori che, a partire dal report Border Labs del Transnational Institute, mette in evidenza il ruolo rivestito dalle università italiane (ed europee) nello sviluppo e nell’espansione della “Fortezza Europa” tramite ricerca, analisi, dati e nuove tecnologie, nonché un’illusione di legittimità scientifica a politiche e pratiche che sono eticamente discutibili e violano sistematicamente i diritti fondamentali: Il ruolo delle università nell’espansione della Fortezza Europa.
NOSTRA PATRIA È IL MONDO INTERO La settimana appena trascorsa si è aperta con la notizia della vittoria in Ungheria di Péter Magyar, che alle elezioni ha ampiamente battuto Viktor Orbán. Secondo Francesco Brusa la vittoria del partito Tisza non è una luce volta a illuminare il “chiaroscuro gramsciano” in cui versano gli equilibri globali, quanto piuttosto un primo punto di inversione di questo chiaroscuro, una leva inaspettata, benché ambigua:
Budapest volta pagina. Occhi puntati anche sull’Iran e più precisamente sullo Stretto di Hormuz, il cui blocco sta avendo effetti tangibili sull’economia mondiale in seguito alla crisi di approvvigionamenti energetici.
Per far luce sulle sue implicazioni, il nostro Fabio Bartoli ha intervistato l’economista Giorgio Arfaras il quale, invitandoci a non farci condizionare dagli umori del momento ma a ragionare in termini geostrategici, offre un’analisi che intreccia economia, geopolitica e dinamiche dei mercati, distinguendo tra percezioni diffuse e impatti reali sull’economia globale e italiana: Arfaras:
“Crisi di Hormuz rilevante ma non apocalittica”. Simone Zoppellaro infine analizza la pervasività della cultura russa in Europa, soprattutto in Germania.
Mentre in Italia si parla a sproposito di russofobia, nel nostro continente scrittori e artisti russi vengono ampiamente rappresentati. A costringerli all’esilio e censurarli davvero è invece Vladimir Putin, il vero nemico della cultura russa.
CREDITI FOTO: La presidente del consiglio Giorgia Meloni durante l’incontro con una delegazione di atleti olimpici e paralimpici di Milano-Cortina, Palazzo Chigi, Roma 9 aprile 2026.
ANSA/FABIO FRUSTACI L'articolo Meloni, Trump, il papa e le altre notizie di MicroMega proviene da MicroMega.