Politica
Israele abborda 22 barche della Flottilla vicino Creta, arrestati 175 marinai. “E’ pirateria”
“Netanyahu assassino” scandisce la folla ormai folta, al Colosseo. La ciurma di terra è qui, a fianco dei marinai prigionieri di Israele, a fianco dei marinai liberi che cercheranno di rompere, ancora e ancora, il blocco navale a Gaza.
La ciurma è qui, e come non avrebbe potuto essere? Da quando è partita, questa seconda Flottilla, molti la seguono sui social o in rete.
E’ difficile e rischioso prendere il mare, e sfidare Israele, ma qualcosa pure bisogna fare. A Gaza, in questi giorni, sono stati uccisi cinque palestinesi, tra cui un bambino di 9 anni, Adel al Najjar.
E la ricostruzione – informa il corrispondente del Manifesto, Michele Giorgio – la stanno facendo i palestinesi, usando le macerie per creare strade e accesso a pozzi e ospedali, fino alla prossima bomba israeliana. In acque internazionali La ciurma di terra è qui, a Roma, a Milano, a Cetraro, a Reggio, a Scicli e Siracusa.
A Trento, a Torino, a Taranto, a Catania, a Vicenza, a Udine. Che le barche potessero essere fermate in acque israeliane era prevedibile, ma questa volta l’improntitudine di Netanyahu è stata sfacciata.
“Eravamo vicino a Creta ma in acque internazionali, noi con la nostra barca siamo riusciti a sfuggire all’operazione israeliana che ha bloccato 22 delle 58 barche della Global Sumud Flottiglia – racconta Alessandro Mantovani del Fatto quotidiano in un video – Nessuno di noi si aspettava un attacco lì, in acque internazionali, a 960 chilometri dalla costa israeliana. La Flottilla lo definisce un atto di pirateria”.
Le barche abbordate sono state lasciate alla deriva, senza guida né sicurezza. Un atto di pirateria.
Giusto, e come definirlo in altro modo? Prima i droni a sorvolare e osservare, poi due imbarcazioni della marina israeliana, poi i gommoni per gli abbordaggi con armi da guerra, i laser e i disturbi alle comunicazioni.
Infine le intimazioni di salire in coperta, di inginocchiarsi e di arrendersi. In piazza al Colosseo.
Foto di Ella Baffoni “Israele continua ad alzare il livello della sua prepotenza internazionale – s’infuria la Global Sumud Flottilla – Come squallidi corsari del Mediterraneo, nella notte si sono spinti vicino alle coste italiane, nei mari della Grecia, e hanno intercettato 22 barche della Global Sumud Flotilla, lasciandone molte gravemente danneggiate alla deriva con una brutta tempesta in arrivo”. Questa è pirateria.
Il sequestro illegale di esseri umani in alto mare vicino a Creta dimostra come Israele possa operare con totale impunità, ben oltre i propri confini, senza conseguenze. E invece, continuano i portavoce, “il diritto internazionale è inequivocabile.
Le missioni umanitarie nelle acque internazionali sono protette dalla legge. Non esiste alcun fondamento giuridico per l’azione di Israele”.
La prossima volta verranno a prenderci a casa La portavoce della Flotilla, Maria Elena Delia attacca ancora: “è una ulteriore escalation del metodo repressivo e della violazione delle norme internazionali da parte di Israele. La UE è al corrente di quanto sta accadendo?
La prossima volta verranno ad arrestarci direttamente a casa?”. Con la Flottilla dopo l’abbordaggio, al Colosseo.
Foto di Ella Baffoni “Questa è pirateria internazionale. Si tratta nuovamente di una inaccettabile violazione del diritto del mare, fatta con arroganza a largo di Creta, in acque internazionali a 50 miglia dalle coste greche e quindi dall’Europa” dice Elly Schlein.
Netanyahu, sottoposto a mandato di cattura internazionale per crimini di guerra e contro l’umanità, ricorda Angelo Bonelli di Avs, “ha raso al suolo Gaza, ucciso oltre 70 mila civili, consentito l’invasione dei coloni in Cisgiordania e la pulizia etnica del popolo palestinese. Tutto questo nel silenzio complice dell’Europa e del Governo italiano.
E chi tace, chi non interviene sanzionando chi uccide donne e bambine, distrugge scuole e ospedali, diventa complice. Il governo italiano deve rompere immediatamente il silenzio, condannare questa azione illegale, pretendere il rilascio immediato di tutti i civili sequestrati e sanzionare Israele per i gravi crimini contro l’umanità commessi».
A Gaza si continua a morire La Farnesina ha chiesto chiarimenti a Israele. Il ministro Tajani ha chiesto all’ambasciata italiana a Tel Aviv e all’Unità di crisi di “mettere in atto le azioni necessarie a tutelare i cittadini imbarcati”.
Che in realtà ormai sono prigionieri di Israele. La presidente Meloni chiede:
”Israele liberi subito gli italiani fermati”. L’ascolteranno, o è solo il gioco delle parti?
Negli ultimi anni, il bilancio delle vittime palestinesi nella Striscia di Gaza ha superato i 72.000 morti, in maggioranza donne e bambini, oltre a centinaia di migliaia di feriti e a una carenza cronica di beni di prima necessità, fermi ai valichi aperti con il contagocce. Gli attacchi israeliani continuano, nonostante la tregua entrata in vigore nell’ottobre scorso.
Ma per il ministro degli Esteri israeliano la Flottilla è uno spot pubblicitario orchestrato da Hamas con l’obiettivo di sabotare il piano di pace del presidente Trump, l’istituzione di un’amministrazione transitoria e tecnocratica a Gaza, con buona pace dei suoi abitanti che – Usa e Israele non tentano neanche di negarlo – dovrebbero lasciare quel territorio dopo il genocidio. Uno scandalo sotto gli occhi dei paesi “civili”.
Non tutti però distolgono lo sguardo. Qualcuno non ci sta e alza la voce:
Palestina libera. L'articolo Israele abborda 22 barche della Flottilla vicino Creta, arrestati 175 marinai.
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