Notizie
L’estrema destra francese a tavola con l’élite imprenditoriale del Paese
Come ama ricordare il sito Dagospia, le decisioni più importanti non si prendono al famigerato “centro” – cui tutti tendono in politica –, ma a centrotavola. Evidentemente Marine Le Pen e Jordan Bardella, rispettivamente leader e presidente del partito di estrema destra Rassemblement National, sono assidui lettori del sito di Roberto D’Agostino.
E hanno deciso che, in vista delle elezioni presidenziali del 2027 dove giocano un ruolo da favoriti, il modo migliore per entrare nelle grazie dell’élite imprenditoriale francese fosse quello di ritrovarsi a tavola insieme. Non che i padroni abbiano bisogno di pranzi e cene per scegliere di appoggiare l’estrema destra.
La storia insegna che lo hanno sempre fatto. Ma insomma, ritrovarsi a centrotavola aiuta sempre.
Così, lunedì 13 aprile, Jordan Bardella, ha pranzato con il comitato esecutivo del Medef, la più grande federazione imprenditoriale del Paese, equivalente della Confindustria italiana. Lo riferisce il canale televisivo France 24, il quale spiega che sebbene l’incontro non fosse segreto, il pranzo si è svolto in totale silenzio stampa.
Non è trapelato nemmeno cosa ci fosse nel menù. Molto più facile immaginare invece quello che è stato il menù politico del pranzo.
Una comunione di intenti, per non dire un’alleanza di ferro, tra l’élite imprenditoriale francese e il partito di estrema destra. Un partito che viaggia a vele spiegate verso la prima, clamorosa, presidenza della Repubblica.
Il centrotavola dell’élite imprenditoriale francese: dal pranzo con Bardella alla cena con Marine Le Pen Questo pranzo, oltretutto, segue di poche settimane una cena avvenuta presso la prestigiosa brasserie parigina Drouant, rimasta altrettanto segreta. In quell’occasione, Marine Le Pen avrebbe incontrato la crème de la crème dell’élite imprenditoriale francese.
Sempre per quel discorso che la politica non si decide al centro, ma a centrotavola. Oltre al solito Vincent Bolloré – xenofobo e reazionario padrone di buona parte dei media e dell’editoria francesi, e da tempo settato sulle posizioni del RN – il settimanale francese Le Nouvel Obs fa una serie di nomi di commensali mica male.
Alla cena sarebbero stati presenti infatti l’amministratore delegato del colosso energetico Engie e quello della multinazionale petrolifera TotalEnergies. Il capo del gruppo alberghiero Accor, il presidente di Renault e rappresentanti della compagnia assicurativa Axa.
E, dulcis in fundo, lui: Bernard Arnault.
L’uomo più ricco d’Europa e tra i primi cinque o sei del mondo. Fondatore della multinazionale Lvmh, controlla praticamente tutti i più importanti marchi del lusso globali.
Oltre a orologi, vini, catene di alberghi e di negozi, una squadra di calcio a Parigi e un giornale – Les Echos – che è il quotidiano economico più importante del Paese. Insomma tutti i potenti di Francia, le persone in grado di decidere i destini economici del Paese.
E perché no quelli politici. Il 2027 è dietro l’angolo.
La strategia del Rassemblement National: il populismo di Le Pen e il neoliberismo di Bardella Il presidente del Medef Patrick Martin ha dichiarato che l’incontro a centrotavola di lunedì era solo il primo di una serie di pranzi programmati con rappresentanti di ogni schieramento politico. Ma è evidente che le continue dichiarazioni di amore tra l’estrema destra francese e l’élite imprenditoriale segnano il culmine dello sforzo pluriennale da parte del Rassemblement National per presentarsi con un’immagine sempre più ripulita.
Oltre a una decisiva svolta nel programma politico dello stesso partito. Essendo Marine Le Pen incandidabile alle presidenziali del 2027 per una condanna per appropriazione indebita (si avrà la conferma in estate, dopo l’appello), da tempo si sapeva che il candidato a succedere a Macron sarebbe stato il giovane Jordan Bardella, 31 anni.
Sembrava una mossa più di immagine che non di sostanza. Al posto del volto della truce Marine, figlia di Jean-Marie Le Pen, fondatore del Front National che nel 2018 si trasforma in Rassemblement National, ecco il giovane e belloccio Bardella.
Il quale politicamente si schiera, se possibile, ancora più a destra della presidente. Ma la cui immagine è sicuramente più ripulita e più rassicurante.
Rispetto alla figlia del fondatore, le cui idee economiche si inseriscono nella presunta tradizione della destra sociale – che poi a ben vedere in Francia come in Italia ha sempre flirtato con i padroni e con il privato, a discapito dello stato sociale – Bardella si è sempre presentato come più attento alle richieste delle imprese. Newsletter Iscriviti a Valori Il meglio delle notizie di finanza etica ed economia sostenibile.
Dichiaro di aver letto e accettato l’informativa in materia di privacy Settimanale Anteprima «Riteniamo essenziale collaborare per dare alle imprese la flessibilità e la reattività di cui hanno bisogno per innovare, assumere, investire ed espandersi in nuovi mercati», ha infatti dichiarato Bardella prima di andare a pranzo con l’élite confindustriale francese. Ma come spiega Tristan Boursier, ricercatore associato a Sciences Po, il RN non ha cambiato la sua anima economica, che è sempre stata vicina a padroni, ha solo imparato a parlare un linguaggio diverso per ragioni elettorali. «Sotto la guida di Marine Le Pen, il partito ha mantenuto un forte nucleo statalista e protezionista, che riflette la sua base elettorale operaia.
Bardella rappresenta un’ulteriore evoluzione. La sua retorica è più favorevole al mercato, meno ostile alle imprese e più attraente per gli elettori urbani e istruiti».
Perché in fondo l’estrema destra da sempre va a pranzo con l’élite e a letto con l’aristocrazia Questa strategia che vede Le Pen ancorata alla destra sociale del padre e Bardella attento alle richieste delle élite economiche, puzza lontano un miglio di costruzione mediatica. «Sarebbe un errore interpretare tutto ciò come una conversione ideologica. La normalizzazione economica del RN è principalmente una questione di aritmetica elettorale», spiega ancora Boursier a France24. «Il partito deve rassicurare gli elettori centristi senza alienarsi la sua base tradizionale.
Il risultato è un programma che rimane strutturalmente incoerente – promettendo allo stesso tempo tasse più basse, mantenimento del welfare e misure protezionistiche – ma politicamente funzionale.» Alla stessa strategia appartiene, evidentemente, il clamore mediatico sulla presunta relazione amorosa tra il giovane candidato presidente Bardella e l’erede dinastica Maria Carolina di Borbone delle Due Sicilie. Il tutto confezionato ad arte da un servizio su Paris Match.
Una relazione che, anche a destra, è stata giudicata «troppo costruita, poco spontanea, pensata solo per rafforzare il profilo pubblico di Bardella». Ma che si inserisce perfettamente nella contraddizione politica e economica su cui viaggia il RN.
Da un lato rivendica una sua base popolare, dall’altro brama di fare parte dell’aristocrazia. D’altronde questo ha sempre fatto l’estrema destra.
E per questo è da sempre, nella storia, la forza politica preferita dall’élite imprenditoriale. Della Francia o di qualsiasi altro Paese.
L'articolo L’estrema destra francese a tavola con l’élite imprenditoriale del Paese proviene da Valori.it.