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Martedì 28 aprile 2026 ore 10:09

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“Caro” Giubileo: danno santo o reale opportunità?

Martedì 28 aprile 2026 ore 08:05 Fonte: MicroMega
“Caro” Giubileo: danno santo o reale opportunità?
MicroMega

Il Giubileo appena trascorso (quello cosiddetto ordinario, che si tiene cioè ogni venticinque anni), pur formalmente annunciato con bolla papale nel 2022, vedeva la sua organizzazione scaldare i motori già da tempo. Numerosi, frequenti seppur incostanti, i drenaggi di denaro pubblico, come può documentare il certosino lavoro del sito Caro Giubileo, lanciato nel 2023 dall’Uaar e il cui counter arriva, ad oggi, a quattro miliardi e ottocento milioni di euro.

Proprio nello scandagliare gli innumerevoli provvedimenti e la selva normativa che circonda queste elargizioni di denaro pubblico, ci si è trovati di fronte all’assoluta mancanza di studi scientifici in senso stretto sull’anno giubilare tanto sotto il profilo amministrativo, nel breve medio e lungo periodo, quanto sulle ricadute in termini di urbanistica – e potremmo dire di sociologia urbana – di una capitale che già sconta sistemiche e sistematiche emergenze e criticità strutturali. Al netto di una constatazione politologica in senso ampio, cioè su quanto davvero sia opportuno un evento religioso per pochi pagato da tutti per dotare del minimo di servizi e infrastrutture la capitale di uno Stato.

E al netto, inoltre, di ossequiosa stampa e trionfalistiche esternazioni degli amministratori di qua e di là del Tevere, che contrastano con le tristi considerazioni degli operatori turistici, con un afflusso decurtato e danneggiato dalla concomitanza giubilare quasi quanto il mercato delle locazioni ad uso abitativo, in mano alle più selvagge speculazioni che nemmeno hanno portato i profitti sperati, come la odierna riconversione di “già” b&b dimostra. Al netto di tutto ciò, dicevamo, probabilmente si pone una domanda ancor più fondante: può essere considerato e trattato il Giubileo “semplicemente” come un grande evento, pur essendo giocoforza destinato a una sola, per quanto ampia, parte di popolazione?

E può esserlo essendo imposto da altro Stato estero, a differenza – per esempio – di Olimpiadi e campionati mondiali vari, per cui lo Stato organizzatore avanza una candidatura? E soprattutto, merita di essere studiato nel suo impatto e nelle sue ricadute laicamente, con quell’equidistanza e imparzialità che la libera ricerca dovrebbe garantire a più livelli?

A parere dell’Uaar sì e, grazie alla preziosissima disponibilità e collaborazione dei professori Marco Croce e Giacomo Pirazzoli dell’Università di Firenze, è stato possibile istituire una borsa di ricerca multidisciplinare che affrontasse la questione quanto possibile nel suo complesso. E, dopo quasi un anno di indefesso lavoro e sudate carte, il 21 aprile, non a caso iconica (e laica) ricorrenza del natale di Roma, alla presenza del segretario nazionale Roberto Grendene, dei docenti tutor e dei più che meritatamente vincitori della borsa, i dottori di ricerca Francesca Tesi e Marco Gissara, è stato possibile presentare i primi risultati nella sede nazionale.

“Finalmente l’occasione di mettere in piedi una ricerca generativa, i cui dati son pronti a stimolare nuove impreviste imprevedibili ricerche”, commenta Pirazzoli, a cui segue Croce, che sottolinea come si tratti di “una ricerca che consente di mettere alla prova l’effettività e la ‘tenuta’ del principio di laicità nel complicato campo dell’urbanistica e delle sue ricadute”. Molte le domande che sorgono e che richiederebbero una risposta istituzionale anziché essere lasciate scomparire nella nebbia di faldoni polverosi e transenne mai rimosse: dall’affidamento diretto di fondi al Vicariato, alla stessa gestione di natura prettamente emergenziale di un evento la cui programmazione è iniziata più di due lustri fa (“Un’interessante opportunità per verificare il governo del ‘grande evento’ giubilare in grado di evidenziare la tensione tra esigenze di efficienza e garanzie costituzionali”, commenta in tal senso Tesi), alla incredibile concentrazione dei progetti di rigenerazione urbana nel solo “salotto buono” della città .

“Centinaia di opere sul territorio che prima, durante e dopo l’evento giubilare, promettono di trasformare Roma”, le ha definite Gissara; opere che vedono però incomplete o mai ancora iniziate quelle destinate al recupero del degrado e alla valorizzazione del settore periferico. Non ultima la questione ambientale, scarsamente considerata nella progettualità generale: si veda il faraonico porto crocieristico di Fiumicino, peraltro ancora non cominciato, e il cui collegamento giubilare resta oscuro, vista la scarsa propensione dei pellegrini ad arrivare con le motonavi a dieci piani.

Il che comunque cozza non poco anche con l’immaginetta del papa buono e tanto ecologista che il Giubileo stesso ha lanciato nella notte di Natale del 2024. Il lavoro di indagine e ricerca continua: non solo fino a giugno, data formale di scadenza della borsa, poiché – come ampiamente sottolineato attraverso i primi risultati – molti altri filoni saranno percorribili.

In ogni caso l’Uaar si sta organizzando per la divulgazione della ricerca sotto molteplici forme e canali: sicuramente di prossima uscita un volume per la collana giuridica Iura di Nessun Dogma editrice; in progettazione anche un podcast e un documentario, sperando – oltre alle risultanze oggettive – di poter includere anche le tante testimonianze dirette di chi questo Giubileo l’ha subito, più che vissuto, anche da molto vicino. Nell’attesa di una ulteriore giornata seminariale, il video dell’incontro del 21 è integralmente disponibile sul canale YouTube dell’associazione.

CREDITI FOTO: Una foto diffusa dai media vaticani mostra Papa Leone XIV durante la cerimonia di chiusura della Porta Santa della Basilica di San Pietro nella festa dell’Epifania, che segna la fine ufficiale dell’Anno Giubilare 2025, in Vaticano, Città del Vaticano, 6 gennaio 2026.

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